Un nuovo vincitore!

Stavolta vi ho fatto penare eh? Giorni e giorni di attesa per sapere chi sarà il nuovo Autore coi Muscoli. Non tergiverso oltre. Due paroline per ogni finalista e poi vi svelerò l’atteso podio!

Medicine man

Molto bella l’idea di partenza, netta e tangibile la risolutezza del protagonista. Si riesce quasi a vederlo, imponente e deciso, che si staglia nell’oro di un tramonto per rubarne i colori che desidera nel suo ultimo giorno. Purtroppo alcune imprecisioni stilistiche e ripetizioni compromettono la resa globale. Sono certa che con una attenta revisione sarà possibile risolvere questi piccoli problemi e rendere il pezzo molto più fluido ed efficace.

Daniele

Che con le immagini ci sai fare è ormai storia vecchia. Ottimo il ritmo così come l’idea di una prospettiva che lentamente cambia fino a svelare che una visione dell’alba che non è quella a cui tutti noi siamo abituati. Sul finale però è come se ci fosse una perdita di tono. La battuta forse non ci sta così bene. E  poi lo sanno tutti che al sole i vampiri non cuociono ma si polverizzano!

 Astrid

Devo complimentarmi per l’assoluta originalità del testo e della forma. Credo che non sia semplice scrivere in rima mantenendo il ritmo senza sbavature. Io non ci riuscirei mai! Bisogna anche renderti il merito di essere riuscita a creare, servendoti di una tecnica originale, un pezzo coerente che racconta una storia e risponde appieno alla traccia. Brava!

Giacinto

Nella palestra precedente si parlava di baci. Chiedevo un brivido che mi facesse sentire  la forse di un gesto. Non pensavo che anche con la luce si potessero creare emozioni del genere eppure nel leggere il tuo pezzo è come se mi fossi sentita baciare da quella luce che cambiando muta la percezione di ciò che tocca. Lo stile non è un perfetto ma in questo caso le minime sbavature contribuiscono ad aumentarne il patos, rendendo alla perfezione il misto di emozione e malinconia di un figlio di fronte al decadimento fisico della madre.

Alice

Molto carina l’idea della guerra tra le foglie e i raggi del sole. Sei riuscita a trovare uno spunto interessante e portarlo avanti in maniera efficace. Partendo dall’ideale lentezza del momento di relax fino ad arrivare alla vivacità dinamica della “guerre” Il ritmo della scrittura accompagna bene questo cambio di situazione. Qualche ripetizione compromette la resa globale ma basterà una veloce rilettura per sistemare il tutto.

Gioacchino

Sicuramente in questo pezzo ci sono dei concetti interessanti e un tono volutamente “alto” che però in certi punti stride in assonanze fastidiose e ripetizioni. Quando ci si impone un linguaggio così complesso è fondamentale riuscire a padroneggiarlo al meglio per non rischiare che siano le parole a “dettar legge” rispetto alla volontà dell’autore. Insomma detto in parole povere, capita a volte di lasciarsi prendere la mano. È comunque un buon punto di partenza e, quando quella mano sarà allenata, gli esiti saranno di certo ottimi.

MrRedRD

Molto interessante l’alternanza di un diverso punto di vista tra genitore e bambina. Ben costruito davvero. L’apocalisse che per lei è quasi un gioco di luci che rapisce la sua attenzione come fosse l’ingresso di un mondo delle fate. E la consapevole disperazione di chi ha perso l’incoscienza tipica dell’infanzia. Forse l’unico appunto lo farei riguardo alla scelta del tempo verbale. Perché non provare a portare tutto al presente? Renderebbe con maggior forza il senso della tragedia e del divario nella percezione della stessa. Consiglio anche una rilettura per eliminare qualche refuso sparso e le “d” eufoniche che ormai sono del tutto in disuso.

Mirko

Vivace, giocoso, le mille luci di una storia d’amore. Mi sembra di sentirle quelle emozioni così colorate. Dall’inattesa dolcezza di un bacio fino al trasporto della passione. Sei riuscito a rendere molto bene questo crescendo usando immagini semplici ma allo stesso tempo efficaci, segno che non servono paroloni o immagini a effetto per emozionare perché in certe storie l’effetto c’è a prescindere. Basta riuscire a tirarlo fuori e spesso evitando di strafare si ottengono i risultati migliori.

Luigi

Molto coinvolgente l’idea di questa “presenza” che parla al protagonista riassumendo in poche righe l’intensità di un’infanzia di cui resta ben poco. Forte l’impatto delle immagini. Le rughe del nonno, la “neve” nel camino. Tutto ben reso e costruito. E però non credo di essere riuscita a cogliere appieno la storia che racconti. Sarà il limite delle poche righe, sarà la tua propensione per un ermetismo che a volte diventa “troppo”. Resta in ogni caso una buona prova.

Elisa K.

In questo pezzo mi sono trovata un po’ in difficoltà. Alla prima lettura mi hanno colpito le immagini. Mi sono piaciute molto. Poi però qualcosa ha stonato. Parto dall’assunto che l’idea di poesia legata a una forma di versificazione regolare è ormai qualcosa di arcaico. Non è quindi per la forma libera che ho arricciato il naso quanto per la netta variazione di registro a circa metà componimento. Spuntano rime, assonanze. Fosse stata una scelta sintattica coerente perseguita dall’inizio nulla da ridire, ma dato l’esordio mi aspettavo una prosecuzione nello stesso senso.

Detto questo, il nuovo autore coi muscoli è….

Giacinto Panella!!!

Seguito a ruota da MrRedRd, secondo classificato, e Astrid che si aggiudica il terzo posto.

Non mi resta che invitarvi a restare nei paraggi perché, ormai dovreste saperlo, tra qualche giorno avremo una nuova palestra. Il tema è ancora segretissimo ma stavolta mi sa che ho voglia di divertirmi. E voi?

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12 risposte a “Un nuovo vincitore!

  1. I miei complimenti a Giacinto, MrMedRd e alla mitica Astrid per la vittoria muscolosa e agli altri partecipanti per loro racconti.
    Ringrazio Laura per il bellissimo commento e per l’opportunità di questa meravigliosa palestra.
    Ciao
    Luigi

  2. Complimenti ai tre muscolosi vincitori! Ringrazio anche Laura per il generoso commento! Alla prossima palestra a tutti!

  3. Devo dire che mai scelta fu più oculata e sicura.
    Ho apprezzato moltissimo il brano di Giacinto. Forse perchè ricorda una mia cosa intima della mia mamma che adesso è dove sono tutte le mamme quando vanno in cielo. Forse perchè mi ricorda quella splendida canzone di Renato Zero(I Giardini che nessuno sa); fatto è che il brano commuove e letterarariamente è ben scritto, con metafore mai troppo sdolcinate e mai leziose, ma tenere, pacate, vere. Bravo Giacinto e spero di leggerti ancora. Con la penna e l’animo ci sai fare.
    Salvo

    • Sono assolutamente d’accordo con te Salvo. In questo brano c’è una scintilla speciale. Non ho avuto un minimo di dubbio dopo averlo letto sul fatto che sarebbe stato il vincitore. Ma devo ammettere che in questa palestra la qualità media dei brani è stata molto alta!

  4. Grazie Laura, per il tuo commento. Ne farò tesoro. In realtà, anch’io avevo dei dubbi sul cambiamento di registro, ma mi è venuto istintivamente e ho voluto provare.

  5. Complimenti al vincitore! E… grazie a Laura per il commento e per la seconda posizione! In effetti non mi aspettavo di arrivare a tanto, c’erano veramente dei testi bellissimi! Complimenti a tutti!

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