Valutazione in pillole

Oggi si parla di valutazione. Dilagano nei forum i concorsi in cui si chiede all’utente di postare un racconto e di commentare poi tutti gli altri, in modo da allenare il suo senso critico e fornirgli degli strumenti per migliorare il suo stile e la sua scrittura. Io stessa ne organizzo alcuni, ad altri partecipo. Credo che sia una palestra interessante e che il confronto aiuti a crescere molto più di qualsiasi corso.

Detto questo, torniamo all’argomento principe della discussione. Come si fa a valutare un racconto? Pretendere di esaurire l’argomento in un singolo post è assolutamente impossibile ma di certo si possono individuare alcuni criteri indispensabili. Partiamo dall’assunto che per quanto si cerchi di mantenersi “neutri” nella valutazione di un racconto o di un romanzo intervengano sia criteri oggettivi che soggettivi. Nessun editor di nessuna casa editrice può veramente riuscire a porre il proprio gusto personale in prospettiva zero rispetto a tutto il resto. Quindi parlare di valutazione oggettiva al 100% è un’utopia così come parlare della pace nel mondo o di un governo perfetto. Ma il gusto si allena. E si allena nel confronto.

C’è poi da dire che i criteri oggettivi sono una questione ben più complessa della correzione formale. Non basta dire “sono stato oggettivo perché ho corretto un refuso” e non si può valutare un racconto come oggettivamente perfetto solo perché corretto e privo di errori. Perché gli errori più perniciosi spesso sono ben nascosti e sono riconducibili alla coerenza del testo.

Anzi direi che il fattore coerenza è il criterio principe tra tutti e ricomprende in se stesso tutta una serie di fattori che andrebbero analizzati uno per uno e, solo in questo caso, possono determinare il valore di una storia, racconto o romanzo che sia.

Purtroppo valutando esordienti ormai da un paio di anni mi rendo conto che ci sono menti brillanti con capacità linguistiche che rasentano il portento ma spesso si perdono nella costruzione della storia o si impongono uno stile “alto” che poi non riescono a mantenere. Ecco questi sono gli errori “di coerenza” che si riscontrano più di frequente e che possono minare le basi anche della storia più interessante e appassionante. Perché finché si “gioca” a scrivere allora va bene, ma quando si vuol fare sul serio e si viene valutati da gente che fa sul serio e ha in questo il suo mestiere (tipo me giusto per fare un esempio) questo genere di errori è imperdonabile. Molto più di un refuso o un errore di digitazione. Perché quelli si correggono in un click, gli errori di tono, stile o struttura invece sono insanabili. E non si pensi che il mio sia un invito all’appiattimento, anzi. Ben venga un autore che riesce a comporre un poema in endecasillabi o rime sciolte ma deve essere capace di farlo davvero o il suo non resterà altro che un tentativo ridicolo. Allo stesso modo la coerenza di cui parlo non è una forma ossessiva e assoluta di contingenza con la realtà. Si può essere assolutamente coerenti inventando un mondo o addirittura un linguaggio, ma si deve essere molto molto bravi a farlo e ben disposti ad accettare critiche e giudizi negativi se i primi esperimenti non vanno proprio al meglio (e di certo sarà così).

Insomma la valutazione non è roba per pivelli. È un mestiere che si apprende con studio, fatica, costanza ed esercizio. Ma provarsi in questo compito può esservi molto utile come scrittori. E detto questo tenete a mente il concetto base di COERENZA. Scrivetelo a caratteri cubitali su un post it e appiccicatelo sullo schermo del pc in modo da averlo sempre sotto gli occhi mentre costruite le vostre storie. Applicatelo alla trama costruendo una storia che abbia una struttura solida e riconoscibile. E applicatelo allo stile cercando di essere continui nel linguaggio e nel ritmo narrativo. Seguendo lo stesso criterio valutate gli altri e vedrete che se vi porrete questi due criteri come punto di partenza, le vostre valutazioni diventeranno più oggettive senza che voi abbiate la necessità di porvi il problema del gusto personale.

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15 risposte a “Valutazione in pillole

  1. Coerenza, questa sconosciuta….
    Va be’, non si può avere tutto da dei lettori “occasionali”, anzi, visto cosa si legge in giro, a volte vanno pure ringraziati per il sacrificio. 😉

  2. Laura, quello che hai scritto è giustissimo. Ho colto i tuoi suggerimenti e ti confermo che non è affatto facile soprattutto per persone come me che sono principianti. Molto difficile è l’oggettività sebbene ci si impegni molto per conseguirla. Il problema risiede nell’interpretazione. Malgrado si prenda veramente l’umiltà a piene mani, nella valutazione stessa ci si trova nella parzialità nella misura in cui un giudizio esclude un altro. Con questo voglio confermarti che contro i pali ad alta velocità ci si scaglia molto spesso. Con i racconti poi è molto peggio nella misura in cui è sicuramente un gioco ma con lo scopo di evolvere in qualcosa di meglio. Sarebbe insolito il contrario. Anche qui, e parlo veramente con tutta l’umiltà che si puó avere, il confine tra i limes è sempre troppo labile. Sicuramente i vostri consigli aiutano molto ma bisogna sempre stare attenti: voglio dire che di cazzate, malgrado io mi sforzi di seguire i consigli, ne scrivo parecchie! La speranza è sempre nel miglioramento progressivo. In ogni modo, grazie ancora per l’articolo che contiene utili insegnamenti per crescere.
    Ciao
    Luigi

    • Luigi caro,
      sbagliare è il primo metodo per imparare così come imparare dai propri errori è l’unica strada per migliorarsi. Un occhio a quello che si scrive pensando agli errori ricorrenti e al modo per non commetterli in futuro è già un buon inizio. Resta il fatto che se la valutazione è una robetta complicata, l’autovalutazione lo è ancora di più!

  3. Brava Laura. Ottima lezione sulla valutazione. Soprattutto brava perchè hai introdotto un termine:COERENZA, che in nessun corso di scrittura creativa ti insegnano.
    Ne farò tesoro con un post-it da tenere sul desk.
    Salvo

    • Per me la COERENZA è un valore. Nella vita ancora più che nella professione. È vero, non la insegnano ai corsi di scrittura e nemmeno a scuola. Credo che sarebbe auspicabile rivedere i programmi didattici ma a quanto pare non sono in molti a ritenerla così importante. Io però sì.

  4. Concordo su tutto. Da rammentare che la coerenza deve essere intesa anche rispetto al genere che si tratta, i cui contenuti possono essere interpretati in modi diversi proprio in virtù della loro appartenenza a un involucro piuttosto che a un altro, e diretti a un target anziché a un altro. E quindi: anche un “asino che vola” può avere una sua coerenza, se inserito nel giusto contesto, nel giusto involucro, per il giusto target. 😉 Dico bene o dico male?

  5. Hai assolutamente ragione. “La coerenza di cui parlo non è una forma ossessiva e assoluta di contingenza con la realtà. Si può essere assolutamente coerenti inventando un mondo o addirittura un linguaggio”. Basta essere capaci di farlo 😉

  6. Interessante, spero che seguiranno altri post sulla valutazione di un racconto. Io, che partecipo a gare varie, non mi baso solo su refusi ed errori grammaticali o di punteggiatura, ma guardo alla struttura della storia. Ora controllerò anche la coerenza 🙂

  7. blog interessante! io direi dalla mia piccola esperienza che la gavetta sia uno dei molti modi per arrivare alla coerenza. Chi la disprezza non fa altro che penalizzare la sua crescita. Per il resto solo studio, interesse a nuovi campi e tanta passione.

  8. Ciao Laura,
    una curiosita´. Quando hai letto un racconto, come passi la tua valutazione agli altri elementi della giuria? C´e´ un metodo speciale, voti, note, etc. a lato del racconto stesso, oppure cosa? Per me e´ un mistero come una giuria possa leggere e mistare centinaia di racconti senza, come dire, imbrogliarsi.

  9. Si danno i voti! Come a scuola. Ogni giurato ha una griglia e può dare un voto a ognuno dei racconti, poi si sommano quelli di tutti i giurati et voilà! Almeno in genere è così ed è stato così in tutti i concorsi in cui ho fatto giuria io!

  10. Passavo per caso … e ho deciso di restare. Un blog davvero molto utile per tutti quelli che amano scrivere e desiderano ardentemente migliorare in quello che fanno. Grazie Laura. Mi piacerebbe mettere su qualche muscolo e vorrei partecipare alle palestre se è possibile.

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