Un nuovo muscoloso!

Ed ecco che ci siamo, sto per svelarvi il nome dell’autore coi muscoli di questa quinta edizione della palestra. Tutto ciò che avevo da dire l’ho già espresso nel post precedente quindi qui vado dritta al sodo. Un breve commento per ognuno dei dieci finalisti e poi i fatidici nomi!

Marica

L’orrore di un gesto folle si dipana tra le righe di questo racconto svelandosi poco a poco. Nonostante la brevità del componimento le parti si equilibrano perfettamente lasciando alla consapevolezza di quello che sta accadendo il tempo di costruirsi e chiarirsi nella mente del lettore. Un’apertura che potrebbe sembrare lenta ma diventa il perfetto contrappeso della chiusura: rapida, forte, estrema. Ottime le immagini che in poche battute riescono a rendere tutta la complessità di una mente malata.

Daniele Picciuti

Breve, denso, intenso. La scrittura di Daniele non si smentisce mai. In poche battute riesce a delineare una storia e tutti gli stati d’animo che gravitano intorno a essa. Possiamo leggere nelle sue parole delusione, rabbia ma anche amore e passione. Nel loro ardere fino a tramutarsi in odio e disprezzo. Tutto calibrato e pesato in modo che nulla, né una parola né una virgola, sembrino di troppo o fuori posto.

Carmen De Sario

Interessante la scelta dell’interlocutore. Non è l’unico componimento, in verità, nel quale l’autore si rivolge al proprio “male”. Ma qui il risultato è certamente il più riuscito. Molto buona le scelta delle immagini, ricercate ed eleganti senza mai risultare eccessive o affettate. Forse avrei omesso apertura e chiusa (“mio caro” e “Ti saluto, mio Caro Male”) che soffrono un po’ di un’ipostazione classica che in questo contesto risulta retorico e appesantisce il resto. È comunque nel complesso un esperimento riuscito che ha punti molto alti nello stile e nella resa narrativa.

Giacinto Panella

Ma ci credi che ho dovuto arrivare a più di metà per capire dove volevi andare a parare?! Eppure a un certo momento mi sono ritrovata lì imprigionata tra le tue parole, perfettamente racchiusa in questo ritratto in versi. Mi concedete un po’ di vanità? Io sì, me la concedo e quindi voglio premiare giacinto per questo componimento assolutamente fuori dalle righe. Questa lettera che è un po’ poesia, un po’ filastrocca, a tratti burla ma davvero carina! Ma soprattutto, tra lo scherzo e i giochi di parole, lui è riuscito a rendere appieno quello che è il rapporto tra me e i miei “affezionati”. Tra me e voi. Una sensibilità davvero particolare. E Giacinto ce lo dimostra, nelle sue parole ancora una volta.

Silvia

La dolcezza di questo componimento così efficace nella sua semplicità mi ha colpita subito. Rappresenta alla perfezione quell’aspetto di cui ho parlato nell’introduzione: il particolare. Soffermarsi su un singolo aspetto e costruire intorno a esso una narrazione densa di emozioni. Silvia c’è riuscita benissimo rendendo immediata la rappresentazione delle scene. È possibile vedere la bambina che impugna i pennarelli, le difficoltà, i gesti precisi attraverso cui segna lettere e disegni sulla carta. Ancora di più, sono riuscita a sentirne la voce mentre canticchia incerta dietro la radio. La vocina sottile sovrastata dal rumore del vento che entra dal finestrino. In questo racconto ho visto e sentito tutto quello che c’è, ma anche quello che non c’è. Brava!

Eleonora Gio Echeløn

Anche in questo caso come nel precedente, l’autrice è riuscita a fissare l’attenzione su un particolare – la crepa del parquet – che diventa fulcro di una narrazione che a poco a poco si delinea nella sua complessità. In questo scritto c’è una storia, l’intera vita di un uomo, il suo tragico rapporto con il mondo e il rifugiarsi nell’alcool. Il tutto descritto nella maniera più cruda e verosimile. Forse la forma non è perfetta. Forse ogni tanto ci fa anche arricciare il naso. Ma in questo caso ogni stortura fa parte della storia. Si potrebbero raccontare dolore e disgusto usando solo la poesia?

Michele K

Anche questo componimento con quello di Giacinto esce un po’ dai canoni eppure l’idea è così carina e originale – e aggiungere così ben gestita – che non ho potuto fare a meno di premiarlo inserendolo nella rosa dei finalisti. Breve e diretto, sfrutta il registro infantile per arrivare dritto all’obiettivo. Non vi è alcuna sbavatura in questo. La brevità probabilmente aiuta a non appesantire il tono eppure non toglie nulla all’accaduto. La scena appare perfettamente delineata e delineabile portando con sé tutta la dolcezza dell’infanzia e dell’innocenza.

Simonetta Longo

Ho una personale reticenza a premiare chi parla d’amore. Mi sembra quasi che in questo mondo così inflazionato dai sentimentalismi nessuna parola riesca a rendere giustizia alla complessità di questo sentimento. Quando nasce, quando vive, o quando muore. Tu sei riuscita a smentire questo mio “pregiudizio” in questa prosa così elegante da sembrare quasi poesia. Nulla pare fuori posto in questo componimento eppure quando si usa uno stile così alto non è facile mantenersi dentro i binari che si impongono alla scrittura. Tu ci sei riuscita alla perfezione senza risultare mai ingessata o artefatta. Davvero una bella prova di bravura!

Salvo Figura

In questo racconto c’è tutto quello che avevo chiesto. La lettera, lo sconosciuto, il particolare. Elementi integrati in una narrazione ben riuscita che si integrano in una storia che scorre dalla prima all’ultima sillaba. Una storia non banale, piena di riferimenti emotivi. Mi ha fatto pensare alla canzone “La guerra di Piero” di Fabrizio De Andrè ed è un fatto noto che la buona scrittura sia quella che pur non copiando o citando riesca a risvegliare accostamenti con cose che noi conosciamo, ambienti familiari, canzoni preferite, odori e sapori. È a questo che cerco di abituarvi con le mie palestre e questa volta ci sei perfettamente riuscito!

Giando

Questo componimento non è perfetto, stilisticamente ci sono delle sbavature e delle imperfezioni che risaltano alla lettura. Eppure mi è piaciuto molto per il tema che affronta e per il modo in cui lo fa. Insomma chi l’ha detto che la bellezza è perfezione ecc ecc? Quante volte ci siamo innamorati di un naso importante o di un corpo non perfettamente longilineo? L’arte dibatte su questa questione da secoli e a me piace ogni tanto ricordare quanto sia vero. E quindi questo pezzo lo premio perché anche io ogni tanto cerco di spiegare a mio figlio quanto era diversa la vita quando io avevo la sua età!

Abbiamo così finito di presentare i finalisti. Non ci resta quindi che dare il nome del muscoloso di questa edizione. Il titolo ambitissimo tocca stavolta a …

Salvo Figura!!!!

La cui bravura e costanza sono finalmente state premiate!

Seguono a ruota

Daniele Picciuti

e

Simonetta Longo

con il secondo e il terzo posto!

Bravi a tutti e rimanete nei paraggi!

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7 risposte a “Un nuovo muscoloso!

  1. Che bello!!! Grazie di cuore. Sono felicissino. Hai ragione; “La guerra di Piero” mi ha ispirato molto e mio figlio, piccolissimo, voleva sempre che in macchina gliela facessi ascoltare.
    Grazie a te per l’opportunità che mi hai dato e a tutti gli altri autori i cui racconti sono stati veramente eccellenti; segno che il tuo Blog è un’ottima vetrina e una buona fucina.
    A presto e un abbraccio.
    Salvo

  2. Complimenti ai premiati, decisamente meritevoli di tanto onore. Bravissimo Salvo, gran bella lettera!
    Io, nelle narici ancora la fragranza del n.5, ringrazio Laura per le belle parole e mi scuso se ho giocato, ma non troppo, con lei. Era solo affetto… medaglia d’argento permettendo.

    • Grazie Giacinto. Ho letto con molto gusto la tua lettera e amo gli scrittori che “scherzano… sul serio”, così come sai fare molto bene tu.
      Sei un’ottima penna che impreziosisce il blog.
      Salvo

  3. Complimenti a tutti i premiati.
    Salvo, meritata vittoria la tua, senza nulla togliere ad altri.
    Che i muscoli siano con te! Bravo.
    Patrizia

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