Autore coi muscoli n. 5 – Salvo Figura


Buondì a tutti. Finalmente dopo due mesi dal lancio abbiamo il vincitore di questa palestra che oltre a essere stata la più lunga in termini di tempo è anche stata esageratamente affollata. Il nostro Salvo si merita quindi doppi complimenti perché debellare la concorrenza stavolta era davvero cosa ardua. Eppure lui c’è riuscito. Ha vinto la guerra con un racconto che di guerra parla, ma anche di tante altre cose: sentimenti e suggestioni in primis.

Ma non vi tedio, non vi annoio e non mi dilungo. Vi presento subito il nostro muscoloso di questa edizione. La sua biografia e il racconto vincitore seguiti dalla consueta intervista! Buona Lettura!

Salvo Andrea Figura nasce a Palazzolo Acreide (Akrai, come ama chiamarla) in provincia di Siracusa, il 30 Novembre 1951. Effettua gli studi classici presso il Liceo Platone della sua città e di tali studi serberà un’impronta perenne in tutto il suo vissuto professionale e letterario. Compie la Laurea in Medicina e Chirurgia presso l’Università di Siena e diviene presto un affermato Anestesista Rianimatore presso l’Ospedale Civile di Ragusa. Animo versatile e sensibile, infanzia serena e professione gratificante, dopo un lungo periodo dedicato agli scacchi, studiati e giocati, anche per corrispondenza, si dedica alla scrittura creativa cui non fa difetto una lunghissima preparazione fatta di letture notturne (i ritagli di tempo) e di approfondimenti culturali presso circoli e associazioni. Intorno al 2003 si dedica alla collaborazione con testate giornalistiche locali e nazionali (esiste nel suo studio un breve carteggio tra lui e il grande Montanelli).

Scrive diversi articoli e saggi specialistici e nel 2005 pubblica il primo scritto per i tipi della “Biblioteca di babele” di Modica, dal titolo Eravamo Corinzi: storia romanzata della fondazione di Akrai. Il libro ottiene un ottimo riscontro di pubblico e critica. Da lì in poi inizia l’attività culturale frenetica del nostro Autore che non si ferma e si arricchisce di nuovi titoli e soddisfazioni. Trovate molte delle sue opere nella sua pagina di Lulu all’indirizzo http://www.lulu.com/spotlight/salvofigura e altri scritti sul suo blog http://www.legofemi.blogspot.com.

Il racconto con cui ha vinto la palestra n. 5 è  Caro cecchino.

16 gennaio 1916

Caro cecchino,
non ci conosciamo, non ci siamo mai gridati insulti, eppure continuiamo a spararci addosso quell’unico colpo che lascerà vivo chi di noi due farà centro.
È quasi un anno ormai che miriamo ai nostri elmetti, l’unica cosa che riusciamo a vedere da una trincea all’altra. E di volta in volta sfiorandoli. Sette volte tu, cinque io. Mi sei in debito di due colpi. Una volta riuscii anche a vedere il tuo occhio sinistro dietro al tuo nuovo mirino a cannocchiale. Si vede che a Vienna hanno tanti soldi. Io devo accontentarmi del mio vecchio mirino col rialzo.
Era la vigilia di Natale, ricordo che c’era una Luna che faceva sognare. Le nostre trincee risuonavano di canti e di grida di gioia che stridevano con l’atmosfera di morte che avvolgeva tutto e tutti. E tu, invece di pensare alla tua Marlene o ai tuoi figli, eri là, appostato, che miravi addosso a questo povero maestro elementare di Siracusa dalla vista buona, catapultato tra queste gelide Dolomiti.
Avevo appena finito di scrivere alla mia Carmela lontana e ai miei figli, sperando che mi stessero pensando. A un tratto volsi lo sguardo verso la tua trincea. La luna piena era già alta e faceva brillare la neve come fosse un unico enorme diamante. Tra quegli sbrilluccichii di cristalli bianchi e immobili, ne vidi uno che si muoveva. Mi mossi allora anch’io e quel… cristallo si mosse all’unisono. Ebbi paura perché non capii. Mi abbassai di colpo, posai il moschetto e presi il binocolo. Allora, mi accorsi che era il tuo occhio azzurro, di ghiaccio, inespressivo, come quelle antiche statue con lo sguardo perduto nel tempo e nel vuoto.
Facesti fuoco. Fui più svelto del lampo dello sparo e mi mancasti.
In fondo ebbi un po’ pena per te. Ci provavi da chissà quanto.
Sai col tempo mi sono affezionato a te. Cerco di capire i tuoi pensieri e forse anche tu i miei.
Ti prego perciò di una cosa sola: quando sarai certo di farlo bene, spara un solo colpo, qui, in fronte. Non farmi soffrire.
Salvatore

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E adesso intervista!

1- Com’è nato questo racconto?

Questo racconto è nato per caso, come nascono tutti i miei racconti. Non mi prefiguro mai nulla di specifico; leggo il tema o l’incipit e poi lascio che la fantasia inizi a volare da sola. In macchina, al supermercato, al lavoro, lascio che tutto si sviluppi da solo. Poi mano a mano che prende forma, inizio a buttare giù un paio di parole o di righe. Perciò giro sempre con una penna in tasca e uno o due foglietti. In questo caso lo feci una sera in pizzeria, sotto gli alberi e in mezzo a gerani e ipomee. Scrissi qualcosa sul tovagliolo di carta e l’indomani iniziai a svilippare il tutto. Nel frattempo De Andrè e “La grande guerra” avevano fatto capolino e così è nato.

2- Cosa rappresenta per te la scrittura?

Cos’è per me la scrittura. Diciamo che ormai è quasi il mio primo lavoro. Sono un Anestesista Rianimatore e i miei racconti nascono dal mio vissuto (ho scritto già due libri editi con lulu.com: “Ninna nanna Anestesista” e “All’ombra dell’albero del sonno” e il terzo è in preparazione) e amo romanzare gli innumerevoli episodi vissuti, patiti e “gioiti” nei miei 35 anni di attività. Nascono durante le notti di lavoro, durate gli interventi, quando posso allontanare per un momento il pensiero dall’incombenza del lavoro. A volte faccio come i delfini: mentre un emisfero cerebrale lavora, elabora diagnosi e terapie, l’altro, elabora… racconti. Ne ho all’attivo, oltre quelli contenuit nei tre libri citati(circa sedici per libro) oltre sessanta, tra brevissimi (per la WritersMagazine dove sono stato selezionato diverse volte e dove diversi racconti hanno l’imprinting del mio editing) e medio lunghi.

La scrittura dunque è tutto e così da oltre cinque anni con un gruppo di “amici di penna”, scriviamo antologie di SF, horror, fantasy, spye story, narrativa breve. Ci chiamiamo “Italianfantasticbook” e siamo in cerca… di editore… alla Pirandello.

3- Ti piace leggere? Ultimo libro?

Leggo moltissimo, da sempre  e devo molto alla mia nonna e mamma, perchè mi hanno insegnato a… favolare. Ricordo sempre le estati trascorse al tramonto accanto al grande gelsomino in una campagna avara di pioggia e di frutti del sudore del nonno, mentre ascoltavo le mille favole che nonna Paolina mi narrava e filava o preparava le verdure per la sera. Così il favolare della nonna, ora fa volare la mia fantasia.

Ultimo libro letto: La trilogia di Valerio Massimo Manfredi su Alexandros. Di questo autore ho letto tutto. Leggo anche Franco Forte(Carthago e Roma in fiamme) e poi tanta SF, King, Follet, Messori, insomma leggo di tutto.

4- C’è un autore che ti piace in maniera particolare o al quale ti ispiri?

Ispirarmi a qualcuno?  Più che ispirarmi, vorrei essere bravo come Manfredi nello storico e mi sto prepaprando in proposito per due grossi progetti: Uno storico su Barabba e un altro sulla guerra del Peloponneso(420 a.C.). Del resto sono nato a Palazzolo Acreide, antica colonia Corinzia e sicuramente nel mio DNA qualcosa di ellenistico è rimasto.

5- Partecipi a molti concorsi? Come li scegli?

Non partecipo a moltissimi concorsi, però da due anni in qua mi sono lanciato in quelli della WMI e sono stato selezionato per la “365 racconti horror” col racconto “Il Minotauro”, e selezionato di fresco nella “365 racconti sulla fine del mondo” col racconto “Come Kal-El”.  Sono stato selezionatore nella “50SF” e “Magazzino dei Mondi”. Tutte iniziative di quel vulcanico Franco Forte, con ottime soddisfazioni. Non ho sottolineato che sono un “adoratore” della Fantascienza; da Brown a Clarke a Moody, a V,Dick etc.

Il concorso del tuo Blog mi è subito piaciuto e vi ho partecipato per la seconda volta (la prima era “Buon appetito Mr.Parkinson”, molto autobiografico perchè la mia mamma andò via per quella malattia “idiota” e sleale, che ti lascia il cervello intatto in un tronco di quercia).

Per il resto scelgo i concorsi in base al tema, se mi si confà e un po’ a naso.

Salvo conclude ringraziando me e il blog per l’opportunità e la vittoria e io non posso che ringraziarlo a mia volta per essere una presenza costante nel mio piccolo mondo!

Adesso non mi resta che salutarvi e mi raccomando restate nei paraggi che ci sono tante cose in programma per i prossimi giorni! Oltre che la nuova palestra. Di che tratterà? Ve lo dico presto!

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8 risposte a “Autore coi muscoli n. 5 – Salvo Figura

  1. Grazie Valentina. Sì hai ragione, quel film riporta anche a quel racconto, e un altro simile, mi pare che fosse “Lettere da Okinawa”(se non ricordo male il titolo.
    Grazie davvero.
    Salvo

  2. Ciao Salvo, BRAVISSIMO. Se non sbaglio ci siamo incrociati in WMI, e ho un ricordo piacevolissimo dei nostri scambi di battute/pareri all’epoca dello speciale 50 SF. Ancora complimenti

    Patrizia

  3. Visto che ti piace Manfredi ti mando una mail che riguarda l’incontro con lo scrittore che c’è stato domenica scorsa ad Arezzo. E’ stato semplicemente fantastico.

    “Confidando di fare cosa gradita segnaliamo che al seguente link è disponibile un breve resoconto fotografico musicale realizzato da Roberta Soldani durante il weekend aretino del prof. Valerio Massimo Manfredi :

    Al seguente indirizzo, invece, è disponibile il video realizzato da Fabio Cappero relativo all’intervista in esclusiva rilasciata al Giardino delle IDEE dal prof. Manfredi prima dell’inizio dell’incontro:

    Segnaliamo inoltre che giovedì 10 novembre alle ore 21.05 la registrazione integrale dell’incontro con il prof. Manfredi sarà trasmessa dall’emittente ArezzoTV.
    Da venerdì 11 novembre, infine, dalle ore 18.00, in rotazione, sarà replicata la diretta differita sul canale 824 della piattaforma Sky.

    Ciao
    Caterina Romano

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