Marcello Simoni: ibridi e commistioni

Marcello Simoni ormai lo conoscono tutti. Il suo romanzo “Il mercante di libri maledetti” ha scalato le classifiche della narrativa italiana e non accenna a fermarsi. Continua a vendere e a essere presente in tutte le librerie.

Io ce l’avevo tra gli amici di Facebook da tempi non sospetti. Poi un giorno vedo al sua foto che cambia, gli occhi che spuntano dietro la copertina. Poi ancora vetrine della Feltrinelli interamente dedicate… Lì per lì io diffido. Sempre. Il mio pensiero standard in questi casi è sempre lo stesso: un altro bravo ragazzo che in men che non si dica diventerà uno dei tanti palloni gonfiati della narrativa italiana…

Mai pensiero fu più sbagliato. Lo dico, lo ammetto e chi mi conosce sa che non lo faccio spesso.

È successo che incuriosita l’ho contattato. E lui mi ha risposto. Ne è nato uno scambio di pensieri e idee e progetti interessante. Poi un giorno mi linka un suo articolo, apparso su Carmilla, chiedendomi un parere. E lì scopro che oltre a essere una delle rivelazioni letterarie dell’anno in corso, Marcello è anche uno che ne sa parecchio. Di scrittura intendo. Di generi e di come questi confluiscano e defluiscano tra le pagine di un autore. La sua analisi mi è sembrata così interessante che voglio fare in modo che anche voi la leggiate quindi vi lancio una piccola anteprima e poi a seguire il link per leggere l’articolo completo.

Comprendere la ricchezza del genere; violarla in molte forme; passare ad altro, pur senza rinnegare l’ambito d’origine”. Le parole di Valerio Evangelisti (Distruggere Alphaville, L’Ancora del Mediterraneo, Napoli 2006, pp. 17-18) sono le più idonee ad aprire uno squarcio su un aspetto emblematico della cosiddetta paraletteratura, in modo particolare sul thriller. Suscita interesse soprattutto la fase della “violazione”, che se da un lato invita a un’autentica profanazione dall’altro trasmette le suggestioni di chi si appresta a “craccare” un sistema per accedere ai livelli superiori o inferiori di una rete. La dinamica alto-basso si presta bene a rendere l’idea della narrativa di genere suddivisa in bolge sovrapposte, dove ai “modelli puri” del noir, dell’horror e della fantascienza si alternano quelli di recente formazione che sfumano dal fantagotico all’urban fantasy, dal cyberpunk al chick lit.

Il resto lo trovate qui

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