Tutti i numeri dell’editoria

Vi siete mai chiesti quante sono le case editrici in Italia? Quali i dati sulla lettura o sul mercato degli ebook? E quanti titoli esistono in commercio? A questa e ad altre domande potrete trovare risposta facendo una capatina sul sito dell’AIE (Associazione Italiana Editori) che nella sezione Numeri e Cifre pubblica tutta una serie di documenti di sintesi molto ma molto interessanti.

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In verità non sono tutti chiarissimi, o meglio riportano un sacco di dati ma in maniera perlopiù analitica: numeri, percentuali, quote di mercato, grafici a torta e poi ancora numeri. A guardarle una dietro l’altra (le tavole) a me è venuto il mal di testa! Ma si sa che la mia intelligenza numerica è piuttosto ridotta. Eppure credo che chiunque voglia entrare a far parte del mondo dell’editoria, in un modo o nell’altro, debba avere una consapevolezza delle dimensioni del fenomeno.

A me per esempio sembra spropositato che in Italia esistano 7.500 editori (ho arrotondato per difetto) e ancora di più che solo 2500 di questi siano “attivi”. Ebbene questi gran lavoratori riescono a sfornare più di 55mila titoli l’anno, e sono in calo perché nel 2007 si sono sfiorati i 60mila.

Ma dove sono questi libri? Ve le immaginate le librerie e le biblioteche che servirebbero per contenerli tutti? Tranquilli non serve nemmeno che vi sforziate, una percentuale rilevante di questi in libreria non ci arriva e non ci arriverà mai. Perché una buona fetta di questi editori fa parte della microeditoria, non ha visibilità e distribuzione, alcuni sono anche a pagamento. Insomma nel calderone delle statistiche AIE c’è un po’ di tutto. Ma non storcete il naso! È comunque interessante avere un panorama così ampio della situazione!

Ma andiamo avanti: i titoli che vengono pubblicati in traduzione sono circa 10mila contro i poco più di 4mila titoli italiani che vengono tradotti all’estero; i titoli in ebook sono 18mila ma rappresentano solo lo 0,05% del mercato editoriale totale.

E per quanto riguarda la lettura?

Nel 2010 la lettura di libri ha continuato a crescere. I dati (relativi alla lettura di almeno un libro non scolastico nei 12 mesi precedenti nella popolazione con più di 6 anni di età) mostrano che il 46,8% della popolazione dichiara – al netto dei fenomeni che riguardano altre modalità di lettura (professionale, di opere di consultazione e manualistica pratica, su schermi, ecc. praticata dal 12-13% degli italiani) – di aver letto «almeno un libro». In tutte le fasce di età la percentuale di lettrici è sempre superiore a quella dei lettori; legge il 53,1% delle donne rispetto al 40,1% degli uomini.

Continuando a spulciare tra le schede di spunti interessanti se ne trovano tanti, ma io non voglio annoiarvi oltre. Questa carrellata di informazioni serve per avere una prima idea del quadro in cui operiamo, tutto il resto lo potrete scoprire collegandovi al sito dell’AIE e guardando le schede una per una. Vi lascio il link per facilitarvi l’operazione

http://www.aie.it/Topmenu/DOCUMENTI/Cifreenumeri.aspx

E concludo con la classifica dei libri più venduti del 2010.

Al primo posto troviamo niente poco di meno che l’adorabile Benedetta Parodi con il suo Cotto e mangiato, al secondo l’inossidabile Umberto Eco con Il cimitero di Praga, e al terzo posto torna la Parodi con Benvenuti nella mia cucina

Insomma mi pare ovvio che abbiamo tutti sbagliato mestiere! Non ci resta che deporre le penne e passare alle padelle!

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4 risposte a “Tutti i numeri dell’editoria

  1. 7500 è un numero che spaventa. Quelli a pagamento non li considero, quindi nemmeno dovrebbero far parte del calderone, ma essere buttati in una caldera.

    Mi pregio di avere uno dei 3 libri più venduti nel 2010, non dico quale, ma sono macabro, non chief 😛

  2. La meno e la rimeno su questo argomento… sorry!
    Quando l’OFFERTA (chi scrive) supera di tanto la DOMANDA (chi legge), è ovvia quanto naturale legge di mercato, sic!, che l’interesse degli operatori di settore (Editori/Agenti/Scuole di Scrittura/Organizzatori di concorsi) si sposti sul primo elemento, ovvero gli scrittori. Passa così in secondo piano – sto tagliando col macete! – una valutazione critica, asettica e selettiva dei testi che si decide di “stampare”, tanto chi se ne sbatte se poi venderanno o meno?!… io editore/stampatore/agente saccente ho già incassato, sob.

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