Editoruncoli n.1/a L’incipit

Carissimi,

oggi nonostante la giornata uggiosa sono qui per regalarvi qualche minuto di sana ilarità. Vi anticipo però che sarà un intervento lungo… lunghissimo, diviso in 3 parti perché la vicenda offre sempre nuovi risvolti.

Oggi avrete l’incipit, domani il corpo del reato, e dopodomani il commento a un interessantissimo articolo sull’inesistenza degli editor apparso giustappunto stanotte (ma il tizio rosicava tanto da non dormire?), dopo le vicende incriminanti, sul sito dell’editore in questione.  Ebbene sì, ho svelato l’arcano! Oggi si parla di editoruncoli!

Tutti voi conoscete la mia “simpatia” nei confronti dei cosiddetti “scrittorini”… beh oggi però voglio introdurvi una nuova componente del marcio editoriale! Gli editoruncoli appunto, e se notate una certa assonanza col termine foruncolo, vi assicuro che non è un caso!

Come brevemente anticipato, trattasi di altra categoria proveniente dai bassifondi dell’universo editoriale. La denominazione scientifica si riferisce al loro grado di purulenza, risultano infatti essere fattori inquinanti dotati di tossicità un po’ maggiore dello scrittorino e appena inferiore all’EAP. Pubblicano i loro libri e si configurano come un piccola corte in cui l’editore è il re e si circonda solo degli autori e dei collaboratori che si dimostrano più esperti nell’arte dell’adulazione.

Non esiste stima precisa riguardo alla loro diffusione ma come ogni piaga vivono confondendosi nella società e mostrano il loro carattere di agenti patogeni solo se sollecitati, per il resto vivono uno stato di quiescienza abbastanza trascurabile.

A me purtroppo ieri è capitato di sollecitarne, casualmente, uno.

Così:

Salve *****,

non so se questa mail arriverà al signor ***** in persona o no quindi mi mantengo impersonale.
Vengo subito al motivo della presente. Io sono un editor, anzi direi un consulente editoriale visto che, oltre che di revisione, mi occupo anche di valutazione e impaginazione. Probabilmente a voi il mio nome non dirà nulla ma io mi sono imbattuta nel vostro più volte. Apprezzo il modo in cui gestite la comunicazione e la promozione dei vostri testi in maniera molto dinamica e incisiva, ma purtroppo tutte le volte che me ne è capitato uno tra le mani ho dovuto constatare che il “confezionamento” dello stesso non era all’altezza delle aspettative. Gli impaginati non hanno un’impostazione professionale, sono privi di equilibrio, gli spazi sono gestiti in maniera approssimativa e con poca eleganza. Probabilmente il motivo è l’abitudine a elaborarli in word e diciamo che word non è propriamente un programma di impaginazione. Vorrei proporvi una collaborazione. Credo che migliorare la qualità formale dei vostri testi si ripercuoterà positivamente sulla vostra immagine e sulla vostra attività.
Ovviamente ho già collaborato con vari editori, non sono una che si improvvisa e la lista dei miei lavori sta in allegato insieme a cv.
Sono anche disponibile per consulenze, editing e valutazioni.
Se vi va di mettermi alla prova basta un cenno.
Cordiali saluti
Ora mi è stato fatto notare che proporsi sottolineando una pecca forse non è una strategia vincente ma siccome odio apparire paracula e preferisco offrire soluzioni concrete a problemi oggettivi, ho scelto di impostare così il mio approccio. Sono anche certa di averlo fatto senza alcuna presunzione e in maniera molto educata, contrapponendo a ciò che ritenevo migliorabile anche alcuni punti di forza (mi sono fatta un po’ violenza ma dovevo) Ovviamente ognuno dei miei appunti è basato su dati di fatto e non su ipotesi campate per aria.
L’editore gentiluomo del quale non faccio il nome ma che molti conoscono perché non nuovo a gesta spericolate e maleducate, mi risponde così:
Gentile signora Platamonte (tesoro, almeno saper leggere e scrivere il mio nome!), avendo scritto anche al mio indirizzo, è chiaro che ho letto la sua mail in calce.
Il modello di impaginazione ***** è stato costruito tramite uno scambio di collaborazione con IL RIFUGIO Degli ESORDIENTI ed è anche il modello di molte case editrici, anche più blasonate della mia.
Rileggendola più volte noto la sua ostentata sicurezza e arroganza nel saper fare di meglio, me ne compiaccio.
La cosa che gradisco poco è la saccenza da lei propinata in grande quantità.
Contrariamente a quanto da lei affermato io la conosco, il suo nome mi ha sempre detto qualcosa di positivo. Però ora ho cambiato idea.
Da grande esperta della comunicazione, del marketing e dell’immagine, come asserisce nella sua, debbo dirle che la sua presentazione fa acqua da tutte le parti e se voleva convincere me, proprio io che non guardo in faccia a nessuno e che la parola diplomazia mi è del tutto sconosciuta, è chiaro come il sole che ha sbagliato persona.
Le auguro di lavorare con editori al suo livello, quello della ***** non le si addice.
Comunque sia, farò tesoro delle sue precisazioni per migliorarmi ulteriormente, imparo in fretta e, anche se sembra che io non ascolti i consigli, invero ne faccio tesoro.
Con cordialità.

Perplessa da una risposta così arrogante ribatto incredula:

Vedo che in quanto a diplomazia seguiamo la stessa filosofia, il mio non voleva essere un appunto saccente ma solo l’esternazione di un dato di fatto. Il modello del rifugio lo ben conosco. Anche io l’ho usato quando ero un esordiente. Un editore che possa definirsi tale di certo dovrebbe dotarsi di strumenti “professionali” e non di quelli prescritti da un gruppo di “aspiranti”.

Detto questo nessun problema lei ha esternato la sua opinione come io ho fatto con la mia.
Cordiali saluti
Laura Platamone
Lui che proprio non si da pace ci tiene a rispondere:
 No che non ha esternato la sua opinione, bensì ha chiesto di lavorare per me (credo che il signor  editore gentiluomo abbia una percezione errata dei termini “lavorare per” e “collaborare” visto che ribadisce il concetto più volte senza però capire a fondo ciò che io ho scritto nella prima mail).
È diversa la cosa, l’esternazione la si fa in un contesto in cui vi è contradditorio, non nel mentre ci si propone per una richiesta di collaborazione.
L’editore (che si vuole definire tale) non l’ha cercata, bensì è avvenuto il contrario, quindi è lei che mi ha definito tale. O ha cambiato idea come ho fatto io su di lei?
Se anche fosse, non è certo lei che determina che io sia o meno un editore, fatto sta che è la mia attività, quella che mi garantisce il necessario per vivere dignitosamente.
Quindi gli strumenti professionali, seppur a lei non graditi, sono quelli che gradisco io, cioè l’unica cosa che conta.
Quando era un esordiente? Perché, oggi non lo è? Mi citi qualche suo libro scritto che non li trovo nel catalogo ufficiale dei libri in commercio (Lei che invece è scrittore affermato, oltre che editore, vanta ben due o tre libri in commercio pubblicati da…. niente poco di meno che sé medesimo!)
Capisce da sola che l’arroganza che ostenta e di cui è colma, non la qualifica di certo?
Saluti, e non si sforzi a rispondere, ho altro da fare.
Io che non sono persona che permette agli altri di parlare con questo tono, rispondo eccome e non mi sforzo nemmeno

Non capisco il suo accanimento. Al contrario di quanto sostiene lei ho tutta l’esperienza e la professionalità per riconoscere un impaginato agile da uno che presenta dei problemi e c’è molta differenza tra mantenersi stampando libri e fare l’editore con la giusta conoscenza dei criteri alla base di questa professione. Potrei prendere uno qualunque dei suoi impaginati e mostrarle dove stanno i problemi non certo per farmi bella ai suoi occhi ma quanto per darle un consiglio “da amica”. Se poi lei preferisce prenderla sul personale faccia come crede.

Riguardo al fatto di essere o meno un esordiente. Ho smesso di scrivere e non perché non ne fossi capace (partecipo ancora a progetti nel quale sono espressamente invitata) ma perché ho fatto la scelta consapevole di dedicarmi a un’altra professione, quella dell’editor. So che sembra strano in un mondo in cui tutti si improvvisano tutto, scrivono ed editano passando con disinvoltura da un ruolo all’altro, e svolgendoli entrambi in maniera mediocre, ma è la mia scelta.
Detto questo ribadisco non era mia intenzione denigrare la sua attività, anzi. Purtroppo a volte credo ancora con fiducia nel confronto e nella spinta a migliorarsi che dovrebbe essere propria dell’essere umano. Evidentemente non è sempre così.
Ah dimenticavo una cosa. é vero sono stata io a cercarla e l’ho fatto proprio perché certa che nel Suo caso un mio apporto sarebbe potuto essere migliorativo della qualità dei suoi lavori. la mia intenzione era quella di proporre una collaborazione utile a entrambi. Ovvio che sono stata fraintesa. Me ne dispiaccio
Ora, io non credo di aver detto chissà quale oscena oscenità, credo di aver mantenuto un tono ben al di sotto di quello che in genere riservo a questa gente, senza scadere in insulti e volgarità… eppure non pago dell’ignoranza già dimostrata mi risponde:

Ma chi ti credi di essere? L’unica deputata alla verità? (non mi pare di averlo mai detto né insinuato)

E solo con te migliorerei i miei lavori altrimenti chiudo baracca? (no il mondo è pieno di baracche fradice che vanno avanti benissimo e cmq non mi pare di averlo in alcun modo detto)

Sei certa che nel mio caso il tuo apporto sarebbe stato migliorativo? (assolutamente sì)

Nel mio caso in che senso? Secondo te io sarei un pirla che pensa di fare l’editore (vedi sopra) ma che mai lo sarà senza i tuoi preziosi consigli? (no no può fare anche senza)

Ma leggiti, per favore e nasconditi, ora sei anche offensiva, oltre che bieca e arrogante (notissimo meccanismo psicologico detto transfert tipico delle personalità paranoiche e istrionico narcisiste).

E dove li hai presi i “miei impaginati”, su *******? Libri che ho donato con trasporto e amicizia per una collaborazione seria e coscienziosa! (vedi sopra… paranoico)

È da lì che ti sei servita per proporti a me come la salvatrice della Patria? (no)

Ripeto che hai sbagliato persona, quindi, vedi di evitare di proporti oltre.

P.S.- giro questa conversazione anche a ***** di ***** per conoscenza perché vorrei capire bene questa cosa e, soprattutto, da dove salta fuori. (coinvolge quindi una persona che nn c’entra nulla nei suoi deliri)

Arrivata qui mi rendo conto, ma forse lo sapevo già da prima, di essere all’interno di una specie di circo, un antro surreale dominato da questo buzzurro affetto da gravi problemi di personalità, incapace di confrontarsi senza alzare la voce e metterci in mezzo qualche accusa più o meno diretta. Però gli rispondo perchè non mi piace essere accusata di certe bassezze senza avere possibilità di argomentare. Continuo senza inframezzare commenti proprio per lasciarvi il gusto di godere appieno di questa “escalescion” di prodezze verbali:

Le anteprime dei suoi libri sono disponibili sul suo sito, libere alla fruizione di chiunque. Per favore ora eviti di continuare a propinarmi i suoi insulti. ***** non c’entra nulla noi non abbiamo alcun tipo di collaborazione se non qualche sporadico confronto sul sito. Peraltro pur conoscendo decine di persone che hanno in varie forme contatti con lei le assicuro di essere perfettamente in grado di aprire un sito internet e copiare un paio di indirizzi email sulla mia posta elettronica.

Per il resto sono assolutamente certa di quello che dico e per quanto mi riguarda questa discussione si sarebbe potuta esaurire già da un po’. Non avrà altra risposta da me visto che non intendo assolutamente abbassarmi al suo livello.
Cordiali Saluti
Dott.ssa Laura Platamone
*****

Ma dai… ora ti firmi dottoressa, addirittura!

Squallida persona, le sento a fiuto io i soggetti insignificanti come te.

Spero proprio che non scendi la mio livello, tu sei dottoressa e io ho fatto la terza elementare, direi che non ci siamo proprio.

Che ***** non c’entri nulla, lo so per certo. Ho solo voluto assicurarmi che lei eviti di eventualmente affidare i nostri libri a una come te.

****

Nessuno l’ha autorizzata a darmi del tu, visto che sono una persona adulta, lei non mi conosce e io non l’ho autorizzata ad alcuna confidenza. Riguardo al “dott.ssa” credo di essermelo conquistato con due lauree e un paio di master e se avessi bisogno dei suoi libri conosco almeno una decina di autori che sarebbero ben felici di regalarmeli.
Detto questo la sua mediocrità e il suo modo di attaccarmi pur senza alcun appiglio concreto ma solo per presunzione e arroganza sono così maldestri da farmi quasi tenerezza.
Ora per favore la smetta di intasarmi la posta ok?
E ora vi lascio alla chicca finale! Quella che mi ha convinta a desistere perché il signor editore gentiluomo evidentemente ha così poco da fare (non edita e fa impaginare i manoscritti in Word agli autori! A che gli servirà il tempo se non a perseguitare la gente che il pane se lo guadagna lavorando quelle 10 ore al giorno) da poter perdere ore e ore a insultare la gente.

Eh no… l’ultima parola è sempre mia.

Se ti da fastidio puoi sempre rispondermi, sarà un piacere insegnarti a vivere come noi comuni mortali.

Delle tue due lauree me ne sbatto altamente, visto che mi chiedi lavoro sembra che non ti servano a granché.

Il tu non è autorizzabile per legge, è una forma di cortesia che va usata con persone degne di rispetto.

Tu non lo sei.

Sorvolo sulla lingua nel quale è scritta queste breve chicca di eleganza e arte oratoria e anche sul fatto che l’editore gentiluomo abbia continuato a facebookare allegramente con insulti espliciti a me e alla mia professione.
Io mi sono limitata a riportare i fatti. La differenza tra me e lui (a parte il QI e la professionalità) è la stessa che intercorre tra il giornalismo fatto seriamente e i comizi elettorali.
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48 risposte a “Editoruncoli n.1/a L’incipit

  1. Cara Laura, scusa la mia confidenza ma devo dire che mi sei simpatica e per questo mi permetto questo affettuoso aggettivo. Inoltre mi piace essere sincero. Ho letto fino in fondo la pesante penosa patetica diatriba tra due editor che si beccano come galli. Io scrivo e ho scritto poco, per lo più sono un apprezzato traduttore di prosa e poesia. Ma penso di essere un autore serio e per fortuna non ho bisogno di nessun editor, tanto meno di quelli arroganti e presuntuosi. Se posso darti un consiglio, lascia perdere, non ti mancano certo né il lavoro né gli argomenti per impiegare in modo più proficuo il tuo tempo.

    • Ciao Paolo ti ringrazio del commento e delle tue parole. Forse è vero che io non so stare ferma di fronte a una provocazione ma quando uno fa il suo mestiere con trasparenza e professionalità e poi si ritrova di fronte a certe accuse il sangue ribolle un po’. Ancor di più se pensi che un editore dovrebbe essere una sorta di divulgatore della cultura con l’unica missione di farlo bene… Hai ragione sul mio tempo ma credo che anche dire le cose come stanno sia una cosa utile non tanto per me quanto per gli autori e quelle persone che cercano di barcamenarsi in questo mondo rischiando di diventare prede di loschi figuri. E ce ne sono tante.

  2. La parte migliore è quando ti chiede quali libri hai pubblicato, come se essere autore ed editor siano lo stesso mestiere. Vabbè che lui il lavoro dell’editore lo fa fare agli autori…
    Quali libri avrà pubblicato a suo tempo il signor Arnoldo Mondadori? Sai che non ne ho idea? Devo proprio informarmi!

  3. Sono senza parole… per me, povera e insulsa sognatrice, l’editore è un uomo (o anche una donna) colto, saggio, competente. Orizzonti mentali sconfinati, mente acuta, profonda sensibilità, sense of humor. Gli potrei perdonare un caratteraccio – che fa tanto “intellettuale” – ma anche le sfuriate vanno fatte con classe. Laura, per me l’editore è il “padre” del libro, come e quanto l’autore stesso. Leggendo questo carteggio, non posso che definire questo comportamento come “inqualificabile” e non professionale. Non so chi è questo personaggio, ma ritengo che la sua spropositata reazione vada ben oltre il risentimento per una tua proposta poco garbata. Credo che non riuscire a comunicare efficacemente o arrivare a essere tanto accanito rispetto a una proposta di collaborazione ritenuta inopportuna sia imperdonabile per un Editore (con la maiuscola). Non importa se è un “grande” dell’editoria. Qui parliamo di spessore professionale e umano. Laura, non ci perdere tempo… è solo tempo perso! Ciao!

  4. Bel capolavoro di cafoneria. Passi l’editore, che evidentemente non deve avere molto lavoro sulla scrivania per perdere così il suo tempo, ma credere di poter ottenere un lavoro insultando grossolanamente quello altrui mi sembra un’ipotesi veramente fantascientifica. Il degno coronamento di questo delirio è aver messo in bella mostra questo copione di maleducazione e arroganza, con tanto di nome e cognome sopra, così da facilitare il compito alla prossima redazione che dovrà cestinare il tuo curriculum. Poco male, ti rimarrà un mucchio di tempo per conseguire una terza, inutile laurea.

    • Il mio blog è aperto alle parole di tutti e io accetto ogni opinione come valida e degna di essere discussa, ma sarebbe buona prassi non celarsi dietro falsi nomi. Qui tutti ci mettiamo la faccia. In quanto amministratrice del blog vedo l’email di chiunque scriva non mi era mai capitato di trovare questo nella stringa della mail: “invalid@invalid.invalid”
      Quindi caro Lorenzo insulta pure, tanto non esisti, come non esistono gli editor ^^

      • Capisco la fase di denial e l’incapacità di autocritica, ma vedere ovunque questo signor **** è ben oltre la soglia del ridicolo. Lavoro bensì in una casa editrice, ma sono un semplice redattore (uno che sui libri ci lavora sul serio, percependo regolare stipendio da un editore e non rubando la paghetta agli sbarbatelli per maneggiare le loro mediocri produzioni) che ha preso a seguirla, cara dottoressa, dopo aver ricevuto il suo curriculum in posta elettronica, unitamente al suo Senza musica, il quale – come immaginerà – è finito, capovolto, nella fotocopiatrice come carta da riciclo. Stia su, sono più che certo che troverà, presto o tardi, un’abilità spendibile sul mercato.

        • Immagino si tratti di roba di almeno tre anni fa peraltro io stessa nella sezione “chi sono io” del mio blog parlo di Senza Musica come di “un romanzo. Ingenuo, incompleto, a distanza di anni addirittura patetico. Nessuno lo pubblicherà mai perché il suo posto è nel mio cassetto”.

          Detto questo la mia spendibilità sul mercato è un dato di fatto e gli sbarbatelli a cui rubo la paghetta sono autori che grazie al mio apporto hanno trovato la via di una seria pubblicazione nonché editori che concordano con l’esigenza di lavorare i testi e gli impaginati in maniera professionale. Detto questo ribadisco che celarsi dietro una falsa mail e un falso nome non sono certo atti di gran coraggio.

          Ora se questo posto non le è gradito ritorni alla sua fotocopiatrice per favore ^^

          • Aggiungo anche che è davvero strano che un redattore (quindi la persona che NON si occupa delle scelte editoriali) si ricordi di titolo e autore di un libro passato come una meteora da una scrivania adiacente alla sua prima di finire nel cestino della carta almeno 2-3 anni fa. Altrettanto surreale è che lo stesso, arrivato per posta elettronica, nonostante il suo scarso valore e contro ogni buona pratica, sia stato stampato solo per finire nella spazzatura. Qui qualcosa puzza… Forse non sarà l’editore gentiluomo ma di certo non la racconta giusta e/o nel suo discorso c’è qualcosa che non torna…

        • Signor redattore,
          dalle sue parole si evince però che il curriculum o la carta da riciclo debbano aver sortito una magia se nonostante il disinteresse per l’opera della dottoressa, Lei ha ‘preso a seguirla’… ;0)

  5. Cara Laura,
    per quanto mio nonno sostenesse che il peggior dispetto è la noncuranza, appoggio la tua ‘ostinazione’. Hai lanciato la sfida con una voluta provocazione, è stata incassata come un’offesa e rimbalzata con astio. Perché abbassare lo sguardo e tacere? Hai le armi giuste per combattere, quanto al gentleman, staremo a vedere…

    • Grazie Antonella,
      nessuna intenzione di abbassare lo sguardo e tacere, di fronte peraltro a persone con argomentazioni così fragili. é noto che chi sa solo alzare l a voce in genere non è in alcun modo capace di mantenere un confronto maturo. Io faccio il mio, sul mio blog e senza alcuna paura. Le intimidazioni dei tizi in questione non mi toccano e continuerò sempre così.

  6. Non ho smesso un minuto di sorridere.
    Sinceramente all’inizio ero indecisa su a chi dare ragione perchè, effettivamente, la lettera in cui proponeva la sua collaborazione all’ed.. al sign.. a quello lì, mi era sembrata un po’ arrogante; proseguendo però nella lettura mi sono resa conto che l’arrogante non è lei.

  7. Io forse avrò il mio caratterino che alle prime potrà sembrare anche un po’ ruvido o spinoso, ma tra chiamare le cose col loro nome e sparare alla cieca insulti e illazioni ci passa qualche anno luce!

    Detto questo… Benvenuta!

    • Tra parentesi… mea culpa, mea culpa, mea grandissima culpa, ma non avevo idea fino ad oggi di chi fosse Lei. Non che con un post possa sostenere di saperlo adesso, ovvio, ma “mi piace”.
      Mi piace chi parla senza timore, reverenziale o generico, usando il cervello; quindi complimenti, non so quanta differenza potrà fare, ma ha acquisito una nuova lettrice di sicuro!

  8. Vedo che il sig. lorenzo si è messo a tacere da solo. Certamente il tuo intervento lo deve aver svegliato dal torpore che aleggia in molte case editrici italiane. Detto questo quella infinità di luoghi comuni non ci interessa nemmeno. Aspetto la seconda puntata. Anche se non ho un secondo di tempo, lo sai, per il tuo blog lo trovo sempre. Direi che per me sei “illuminante”… eheheh! Un abbraccio teso’

    • Il signora Lorenzo alias Gabriele della casa editrice e/o e il suo amico Fabrizio Alias Tommaso (niente più che un ex rancoroso) sono due vecchie conoscenze. Ovviamente quando hanno capito che avevo individuato i fautori delle coraggiose gesta, avendo io disseminato oltre alle argomentazioni segnali emblematici del riconoscimento, si sono ritirati commossi.
      Detto questo cara Crì un abbraccio anche a te!

  9. uhm… vedo che la svolta incazzosa continua ad avere ragion d’essere 🙂
    Dunque, concordo con chi ha detto che proporsi per una collaborazione indicando le “aree di miglioramento” sia poco saggio, ai fini dell’obiettivo finale. Specie se poi invece di parlare di “aree di miglioramento” gli dici apertamente che non sono capaci o, al più, raggiungono livelli amatoriali.
    Detto questo… Io l’avrei mollato dopo la seconda replica. Non valeva il tempo speso. E non si tratta di abbassare gli occhi quanto di lasciarlo nel suo magma. Le energie le puoi spendere meglio in direzioni più costruttive. (A meno che non sia terapeutico per te perseverare nell’inane ma gustosissimo giochino del “trollare i troll” 🙂 ).

  10. cara laura, confesso subito di non aver letto l’intero scambio di passaggi. però di primo acchito direi che la risposta dell’editore non mi sorprende perché anche se a quanto pare le tue intenzioni erano diverse credo che una lettera di quel genere avrebbe indispettito pressoché chiunque.

    poi magari lui avrebbe fatto meglio a non risponderti affatto anziché iniziare una diatriba che a giudicare anche solo dalla quantità di mail scambiate credo sia degenerata nel ridicolo.

    • Io non nego di aver usato una provocazione, e probabilmente sapevo già a priori (visto che il tizio è noto nell’ambiente e decine di miei amici hanno pubblicato con lui per poi essere trattati come dei rifiuti) quale sarebbe stata la sua risposta, ma la verità è che se uno fa i suo lavoro male è dovere di chi lo nota farglielo presente. Qui mi pare che stanno venendo fuori, da un caso assolutamente piccolissimo, tutti i mali tipici del nostro paese. L’improvvisazione professionale, l’assoluta assenza di meritocrazia, i mediocri al potere, ecc ecc ecc

  11. Ah Laura… tu lo sai che io tifo per te, per partito preso e a prescindere… ma sta volta, lasciatelo dire, secondo me un pochino hai “toppato”. E mi riferisco alle prime 2 email. Trattandosi di email di lavoro, ho cercato di leggerle con l’occhio dell’impiegato d’azienda e non dello scrittore e ti confermo quanto hai già detto tu: non si cerca lavoro partendo da una critica. La psicologia ci insegna che chi si sente attaccato, spesso d’istinto contrattacca: è una forma di difesa e così è successo anche in questo caso. Avresti fatto meglio, a mio parere, a parlare delle tue esperienze e proporti come una linea alternativa (non migliorativa, ma alternativa) a quella da loro seguita. La critica sarebbe stata implicita e più velata. Il tuo secondo errore secondo me è stato rispondere alla sua risposta, che a ben vedere era si scocciata ma ancora entro certi limiti. Forse avresti dovuto chiuderla lì e lasciar perdere. Il resto parla da solo, non voglio neanche commentarlo! Ma è solo il mio parere, resto un tuo fan! ahahah 🙂 ciao

  12. concordo con il post di mattalaine. Se l’impaginazione è ancora artigianale e vuoi offrirti di migliorarla con le tue conoscenze, non otterrai molto dando all’editore dell’incapace. Che poi **** sia diventato una belva… ok, però come sfottitrice non sei da poco, eh!

    Con odio.
    vito

  13. Vito mi spiace tanto che tu non abbia compreso il senso di quello che ho detto e ancora di più che abbia allegramente commentato le boiate del tizio con un “tieni duro, le sorprese negative sulla rete sono sempre dietro l’angolo” quando sapevi benissimo che la sorpresa negativa dietro l’angolo ero io. Purtoppo a volte sovrastimo l’intelligenza del genere umano. Ma non ti odio forse ti stimo solo un po’ di meno ^^

  14. Mi spiace di questa tua determinazione, **** per me è un comune net-amico, come lo sei tu. Sarà che io vivacchio nei bassifondi del dilettantismo editoriale e certe fineSSe non le afferro, fatto sta non ho apprezzato molto la tua mail iniziale e non certo per i contenuti, semplicemente per il tono. A dirtela tutta ho avuto la sensazione che volessi semplicemente divertirti.
    Tutto qui.
    Se poi mi disistimi… perdonami, ma io dico sempre quello che penso.
    E le sorprese negative sul web non si riferivano a te, ma a ben altri fatti e persone.
    Ciao

  15. Tu non è che FORSE avrai un caratterino.
    Tu HAI un caratterino….:)
    Ma del resto come diceva Montanelli, chiunque ha un carattere ha un pessimo carattere.
    Per questo chi lo ha è molto amato ma anche, sigh, molto odiato.
    Sometimes
    Bacioni

      • A volte però i trenta giorni da orsacchiotto non sono una brutta scelta….:)
        Ma capisco che se una è color pastello ha difficoltà a diventare metallizzata.
        In fondo ti amo (non ricambiato) proprio per questo…

  16. Che la mail di Laura sia stata fastidiosa ci sta, come ci sta una risposta negativa alla sua offerta di collaborazione. Quello che è fuori dal mondo è la cascata di boiate, insulti e riflessioni da asino di prima elementare del signore in questione. Parliamo di un “editore”, ma ci rendiamo conto o no?

  17. Ciao, Laura.
    La tua prima mail ha un tratto “americaneggiante”. In Italia non si è abituati a presentarsi a muso duro affermando capacità e facendo notare cose da migliorare.
    Non l’ho trovata offensiva. L’ho considerata audace e sono sicuro che la tua intenzione fosse proprio di dimostrare un’attitudine da mettere alla prova.
    Non è stata capita.
    Né mi sono chiare le risposte scomposte dell’editore. Anzi, mi hanno lasciato perplesso.

    • In Italia non si è abituati a un sacco di cose purtroppo…
      Ti ringrazio per le tue parole e sì è ovvio che non sono stata capita ma da lì all’insulto e alla diffamazione di differenza ce ne corre….

  18. Buonasera a tutti.
    Mi permetto di commentare in veste di essere umano (non scrittrice, né psicologa o esperta di sorta, in quanto non sono nulla di tutto ciò).
    Ho letto per intero lo scambio di e-mail e il precipitoso sfacelo verso il quale la discussione si è fiondata dal principio.
    Come persona (fatta di carne ed ego) trovo sconvolgente che alla prima mail sia stata data una risposta. Sconcertante addirittura il fatto che non contenesse insulti.

    In un contesto diverso e disinteressato, tra amici magari, o in seguito alla richiesta esplicita di consigli su come migliorare la propria impaginazione, quelli forniti dalla signora Laura sarebbero stati accettati come critiche indubbiamente costruttive.
    Da parte di una sconosciuta che sta domandando alla controparte qualcosa (in questo caso l’inizio di una collaborazione), trovo sia stato l’equivalente “cartaceo” di una ginocchiata nei testicoli.
    Qualsiasi cosa sia poi stata detta, da ambo le parti, è stata il frutto di orgoglio, ostinazione e tutta una serie di comprensibili emozioni umane che hanno allegramente deragliato dalla professionalità. Ma sono state solo una conseguenza.
    Mi riesce difficile credere che spedendo la stessa lettera di presentazione a 100 editori diversi si sarebbe potuta ottenere, da anche solo uno di essi, una reazione di molto dissimile da quella qui presentata.

    Non mi è chiaro quale sia l’intento di questo blog.
    Lo scopo in effetti è spiegato, ma temo che il risultato più probabile ottenibile con una pubblicazione del genere, sia quello di crearsi una nomea poco desiderabile.
    Gli editori sono comunque persone. Sapere che una possibile collaboratrice, in seguito ad un alterco, ha in passato fatto mostra di scambi privati di missive (che per quanto censurate permettono ai più prossimi di sapere di chi si parla) potrebbe convincere anche i più arditi a rivolgersi altrove.

    Se l’incaponimento dell’editore nello screditare la signora Laura è inelegante, questo blog dimostra a parer mio altrettanta maturità.
    Spero con le mie riflessione di non aver offeso o essere stata irrispettosa,

    Valeria

    • Ringrazio Valeria, che se avesse avuto il giusto coraggio invece che presentarsi come un’essere umano tra i tanti avrebbe dovuto usare il nome con cui “è nota al pubblico” e dichiarare di essere Illustratrice e Collaboratrice dell’editore in questione. Purtroppo vista la sua “prossimità” al soggetto devo prendere quanto detto con le pinze.
      Mi preme di dire solo una cosa che la signora evidentemente non ha saputo afferrare. Questo blog è utile per chi lo ritiene tale, è utile per gli autori che lo seguono e ne apprezzano i consigli (sono certa che con un po’ di impegno potrà trovare vari post che ne riportano di validi), le palestre, le interviste, la possibilità di mostrare il loro talento scrivendo racconti, ecc ecc.
      Inoltre nessuno che non lo gradisca è obbligato a passare da qui se non trova utile o interessante quello che io ho da dire.
      Quello che faccio è talmente inutile che a breve usciranno dei miei racconti illustrati da lei… se ne faccia una ragione 😉

      • Non ho mai messo in dubbio l’utilità o la qualità del suo lavoro, e mi sono presentata come essere umano in quanto non sono di parte avendo lavorato per entrambi. Non mi risulta di aver elogiato l’editore e pur non avendo usato il mio nome da illustratrice, per evitare che il mio commento fosse preso con le pinze e ritenuto falsato, ho comunque firmato e reso possibile il riconoscimento della mia persona tramite Gravatar.
        Non mi sono nascosta, per quanto apparentemente lei vada a ricercare l’identità solo di chi commenta in modo da lei ritenuto negativo.
        Il fatto che illustri per quell’editore non lo rende mio amico, come l’aver illustrato dei suoi racconti non mi rende amica sua.

        Col termine blog alludevo a questo articolo non a tutto il sito, e mi scuso per essermi espressa male.

        Detto questo le lascio l’ultima parola, visto che la mia non è degna di considerazione solo perché conosco le parti prese in causa, per quanto mi piacerebbe sapere se pure gli altri lettori hanno ritenuto il mio commento in qualche modo falso.

        Valeria

        • Un blog letterario non è una pubblica piazza, io cerco l’identità di chi non conosco, non è un sottoscrittore, non ha mai partecipato ad altre discussioni. Mi pare il minimo trattandosi di casa mia accogliere gli amici e informarmi sugli sconosciuti.
          Riguardo all’inutilità di questo blog, se il mio è stato un fraintendimento me ne scuso, probabilmente l’espressione usata non era delle più esatte (forse si sarebbe dovuto dire post o articolo), ma su questo mi pare ci troviamo d’accordo.
          Il suo commento è l’espressione di un punto di vista, c’è chi lo troverà giusto e chi no. È il bello della vita no?!

  19. Lascio un commento pure io così aumentiamo i decibel ehehe.
    Te l’avevo detto che la tua prima mail era un po’ eccessiva, e vedo che non sono il solo a pensarlo.
    Tutto quello che è successo dopo, però, soprattutto la scompostezza e la sguaiatezza (ammesso che si dica così) dell’editore, è del tutto irragionevole. A mio parere il motivo per cui abbia reagito così è abbastanza evidente, ma non essendolo probabilmente solo a me, non mi dilungo a spiegarlo.
    Certo è che lo trovo abbastanza penoso, sia nelle cose che dice, sia nell’ostentare autopubblicazioni o pubblicazioni a pagamento (non so francamente quale sia la cosa peggiore) quali certificazioni della propria validità come autore e finanche nel presentare l’iscrizione alla camera di commercio della sua azienda, atto obbligatorio per legge.
    Persino ostentare la sua terza media è patetico. Come se il titolo di studio valesse in effetti qualcosa per aumentare o diminuire, a seconda delle convenienze, il valore di una persona.
    Se dovessi menzionare una cosa che parzialmente mi ha sorpreso in tutta questa storia è che, visto il livello medio dei personaggi che circolano nel mondo della piccola editoria e del dilettantismo più o meno pretenzioso, all’editore in questione dovrebbe essere già capitato un frangente simile. Dal momento che di fatto nessun danno gli è stato arrecato, mi fa abbastanza specie, appunto, che invece di usare una generosa dose di ironia nel rispondere al tuo primo messaggio, si sia alterato in questo modo. Nervi scoperti, forse.

    Laura, come immagini ti appoggio pienamente, e come te trovo deprimente leggere qui messaggi di emissari più o meno dissimulati dell’editore in questione.
    Che venga qui qualcuno a dissentire è lecito, che invece venga mandato qua e poi reciti il suo copione con un linguaggio aulico e compìto è abbastanza penoso per chi scrive e per chi ce lo manda.
    Anche Daniele è andato sulla sua pagina FB a dissentire, ma non ha finto di essere chi non è.
    E poi mi si chiede perché ho smesso di scrivere…

  20. Cara Laura, ti sono vicina e appoggio totalmente la tua posizione. Se mi permetti, vorrei darti solo un piccolissimo consiglio: quando fronteggi una persona meno intelligente di te non dirglielo apertamente perchè potrebbe prendersela aspramente, lasciagli credere ciò che vuole. Poi la vita dirà chiaramente chi dei due è migliore e vincente. Perchè, poi, non hai scritto chiaramente nome e cognome dell’individuo? Un abbraccio.

    • Non l’ho fatto cara Giulia, perché conoscendo il tizio gli avrei dato un facile appiglio per perseguitarmi. Non che non lo stia facendo anche così ma almeno io sono dalla parte del giusto.
      Avrei voluto. Non sai quanto. E tu in primis sono certa che sai avendolo passato sulla tua pelle quanto io sia una che non la manda a dire. Non mi fa paura il confronto anche quando acceso. La maleducazione e l’ignoranza sì. A questo punto, pur senza rinnegare nulla devo stare ferma…

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