Autore Coi Muscoli n. 6 – Carmen De Sario

Buongiorno amici,

è arrivato il momento di conoscere Carmen De Sario, la valorosa vincitrice della palestra n. 6. In verità finora, vuoi per caso vuoi perché “conosco i miei polli”, i vincitori erano sempre stati persone con cui c’era stato un minimo di scambio. Mail, facebook, confronti vari sul blog o per altre vie. Carmen invece è un’assoluta scoperta. Già finalista della palestra n. 5, con un pezzo molto bello ed elegante, ha saputo, in questa nuova prova sullo stalking sublimare tutti i punti di forza della sua scrittura fino ad aggiudicarsi una meritatissima vittoria. Sarò sincera, ritrovandomi per ben due volte ad esprimere un mio parere sulla scrittura di Carmen, e non sapendo assolutamente nulla sul suo conto, mi ero fatta di lei un’idea del tutto diversa dalla realtà. Me la figuravo come una donna di mezza età, avvezza alla scrittura da tempo immemore, magari una professoressa di lettere. Impressioni che scaturivano dal suo stile molto equilibrato, ricercato e consapevole. Potete di certo immaginare il mio stupore quando ho aperto la sua foto e letto la sua biografia rendendomi conto che la signorina Carmen De Sario, con questo suo nome così altisonante, è una ragazza giovanissima, piena di interessi e anche molto bella. Un talento innato, che sono certa, nel tempo, avrà modo di far parlare di sé. Non mi resta quindi che congratularmi con lei e spronarla a continuare così perché è davvero raro incontrare giovani come lei, che con le parole riescono a creare emozioni così nette e limpide.

E adesso, prima di trasformarmi in una patetica zia in preda a deliri di orgoglio per i successi della nipotastra, vi lascio con foto, biografia, pezzo vincitore e intervista!

Carmen De Sario nasce a Bari il 4 Agosto del 1990 e vive in un paese poco distante: Adelfia.
Presa dall’amore per tutto ciò che è dimostrabile e non dogmatico, si è sempre gettata a capofitto negli studi scientifici e, nonostante gli anni al liceo E. Amaldi di Bitetto e l’attuale corso di laurea in Tecniche della Riabilitazione Psichiatrica presso la facoltà di medicina e chirurgia di Bari, non ha mai smesso di ascoltare le pulsazioni della sua vena artistica. Tutto ciò che l’arte può essere o divenire l’appassiona, pertanto non ne ha tralasciato mai un dettaglio. Ha cominciato con le matite e i disegni per finire con oli e pennelli sulle tele, passando poi per lo studio della musica e del violino e sperimentando infine la bellezza delle parole, lette e poi anche scritte. Da quel momento in poi non ha mai smesso.

Il pezzo con il quale si è aggiudicata la palestra n. 6 che aveva come tema lo stalking, non ha titolo, quindi gliene affibbio uno io sperando che le piaccia!

Rami secchi

Le nuvole di Agosto mi furono compagne e a loro fui tremendamente grato tutti i giorni e tutte le notti che seguirono quel pomeriggio grigio.
Sei tu la colpevole di questa dannata bramosia, la stessa a cui anche il cielo aveva ceduto, quel giorno. La sua bava di cane affamato osò toccarti, prima di me, goccia dopo goccia, facendosi padrona di tutto il tuo corpo e oltrepassando ogni fibra dei vestiti fino ad accarezzare il calore tuo più nascosto.
Cercavi un riparo da quel capriccio di nuvola senza troppa agitazione. Ti muovevi sotto i balconi conservando una maledetta eleganza dei movimenti, la stessa che mi ha avvelenato i pensieri.
Era uno dei miei soliti insulsi pomeriggi, e tornavo a casa per riprendere a scandire le ore vuote della mia vita.
Tu non dovevi!
Non avevi il diritto di entrarmi nell’anima, ignorandomi mentre incrociavo il tuo sguardo distratto. Ed io ci sono cascato, povero illuso, in quella tempesta di perfezione e bellezza che chissà quale fenomeno della natura ti ha dipinto addosso senza vergogna.
Ti ho seguita, seguendo il richiamo dei tuoi passi che suonavano nelle pozzanghere le note di una partitura di grazia, affanno, dolcezza, paura. L’ho vista la seta delle tue guance che avvampava quando ti sei accorta di me e continuavi a voltarti. Sei stata brava a sfuggirmi dentro quel portone.
Ma io sarei tornato.
La tua finestra, i tuoi vestiti, gli occhiali scuri, il solito bar, la tua auto.
Mi ero riempito gli occhi di te e i miei respiri non vivevano se non dei tuoi giorni.
Strappavo un rametto dell’erica che custodivi sul davanzale al pianterreno, ogni volta che venivo a trovarti, scavalcando in penombra la cancellata. Ci dormivo nel mio letto.
Ma come faccio adesso? Ora che con egoismo preservi la tua bellezza ed io vivo segregato in casa, braccato da uomini in divisa che misurano in metri quanto il tuo profumo debba essermi distante?

È già Agosto.
Piove.
Non mi rimangono che trecento rametti secchi.
Penserò a morire, stanotte, per non sognarti ancora.

—————-

E adesso lasciamo la parola alla nostra Carmen, non siete curiosi anche voi di conoscerla meglio?

Com’è nato questo racconto?
È un racconto nato dall’incontro delle molteplici visioni che ho dello stalking. E della fragilità che sottende.
Credo che spesso si faccia fatica a prendere coscienza, dall’esterno, di come una situazione del genere possa coinvolgere emotivamente chi ne è invischiato. Neanch’io posso dirmi preparata, ma un’esperienza vissuta, lontanamente simile a questa e non così “poetica”, mi ha dato modo di  capire vagamente quanto invece si possa diventare deboli. Quanto alla fragilità di colui che interpreta la parte dello stalker, ho voluto mettermi alla prova e immedesimarmi (non lo sono mai stata, giuro!): è stato un bell’esperimento cercare di tirar fuori in parole i rovelli di una mente malata, secondo i miei canoni.

Cosa rappresenta per te la scrittura?
La scrittura è dipingere in caratteri il mondo intricato che si ha dentro. Dare contorni e colori alle emozioni con i versi ed ai pensieri con la prosa, per me. Forse è questa devozione alla bellezza delle parole e a ciò che riescono a rendere che spesso, anche nella prosa, non riescono mai del tutto a distaccarmi dalla poesia, dai simboli e dalle sfumature. La scrittura tira fuori l’anima e allo stesso tempo la imprigiona, a seconda dei casi.

Ti piace leggere? Ultimo libro?
Amo leggere. E leggo quasi di tutto, che siano saggi, romanzi o poesie. Non faccio troppo la schizzinosa quando si tratta di libri (in tutto il resto sì, lo ammetto) e mi avventuro tra scaffali e copertine alla ricerca di titoli accattivanti e argomenti più disparati. Confesso di nutrire pregiudizi, forse anche infondati, nei confronti di alcuni generi e autori che proprio non mi attirano. E quindi può capitare che nella mia libreria si scorga qualche titolo noto, ma ancora inesorabilmente incellofanato!
L’ultimo letto è uno di quei libri che, per me, rasenta la perfezione della saggistica. “Melanconia e creazione in Vincent Van Gogh”: arte e psicoanalisi, cosa c’è di meglio?

C’è un autore che ti piace in maniera particolare o al quale ti ispiri?
Risposta banale ma vera: impossibile dirlo!
Ci sono tanti, troppi autori di cui ho ammirato dettagli stilistici o abilità narrative. Sarebbe quasi ingrato citarne solo uno o qualcuno visto l’enorme contributo che tutti hanno saputo darmi. Come ho spesso ripetuto, cerco sempre mi cogliere dettagli e spunti che possano formarmi e migliorarmi. Forse può sembrare una mancanza di punti di riferimento, ma la mia preferita rimane la parola.

Partecipi a molti concorsi? Come li scegli?
Quella dei concorsi è una realtà a cui ho deciso di avvicinarmi solo da poco, da quando ho deciso di forzare le barriere inviolabili con cui fino a poco tempo fa avevo circoscritto ogni mia produzione, che con molta modestia e troppa insicurezza non consideravo meritevole di alcunché.
Non è al premio che ambisco, né a chissà quale fama, ma semplicemente al confronto con chi è più navigato di me. Con molto coraggio mi sono affacciata al parere esterno, buono o cattivo che fosse. E gli esiti non sono stati poi così male fino ad ora.
Per le stesse ragioni i concorsi a cui partecipo devono essere rigorosamente gratuiti, trattare temi che davvero mi attirino e, come nel tuo caso, fornirmi pareri da parte di professionisti seri e disinteressati (ahimè, ce ne sono pochi così!).

Eccoci giunti al termine di questo post. Un abbraccio a tutti e tanti tantissimi complimenti ancora a Carmen!

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2 risposte a “Autore Coi Muscoli n. 6 – Carmen De Sario

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