Piccoli editori che si fanno valere – Scrittura&scritture

Buongiorno amici, oggi inauguriamo una nuova rubrica in cui parlo di editori buoni. No, non sto male e non ho deposto l’ascia di guerra, sempre pronta a colpire chi insudicia il già abbastanza complesso mondo dell’editoria. Ma se è giusto informarvi del marcio che dilaga, è ancora più giusto portare alla vostra attenzione quelle realtà che fanno il loro lavoro con passione e dedizione, quei piccoli editori che sanno fare il loro mestiere e ci regalano libri che vale la pena di leggere.

Quindi da oggi e con cadenza aperiodica – cioè quando ne avrò voglia e avrò qualcosa di interessante da dirvi – posterò interviste e articoli in cui vi parlerò di questi “amici”, Editori con la “E” maiuscola e non i soliti editoruncoli.

Inizio subito presentandovi Chantal Corrado e la sua Scrittura&Scritture. Questo articolo era apparso sul numero di Giugno di Knife che potete trovare qui. Ve lo ripropongo per chi se lo fosse perso (Ma nulla vi vieta di scaricare gratuitamente la rivista!)

Chantal Corrado la conosco da un po’. Ci siamo imbattute l’una nell’altra in una delle tante fiere dell’editoria sparse per l’Italia e posso senz’altro dire che “ci siamo piaciute”. Lei ha quella innata simpatia partenopea che le fa brillare gli occhi quando parla del suo mestiere e io l’ho subito messa nel girone delle persone genuine con le quali mi piace avere a che fare.

Vediamo quindi di conoscere meglio lei, la sua casa editrice e tutto quello che vorrà raccontarci sulla sua affascinante attività.

 

Come nasce scrittura&scritture?

La casa editrice nasce da una grande passione per il “dietro le quinte” di un libro e per la lettura, siamo entrambe, la mia socia ed io, delle forti lettrici, poi subito dopo gli studi universitari, seguendo corsi e master in editoria, abbiamo convogliato questa passione nel mettere su con  risparmi e borse di studio la casa editrice. Da allora sono trascorsi sei anni belli pieni di errori, porte in faccia, soddisfazioni, dedizione e abnegazione, ma anche di tanta e tanta esperienza, l’unica, a mio avviso, a rendere concreta la teoria spesso, anzi, così divergente ahimè dal mondo editoriale vero

Perché questo nome?

 L’idea del nome nasce dal fatto che vogliamo pubblicare opere di autori, siano essi alla loro prima opera, poco noti o già affermati, le cui differenti tipologie di genere e/o di scrittura sappiano dare al lettore delle emozioni, delle sensazioni, trasmettano insomma la voglia di leggere, libri che, mutuando le parole di Giulio Einaudi “sappiano innescare nel lettore circuiti fantastici, al pari di un quadro scultura o monumento.”

Cosa vuol dire fare editoria in Italia in questo periodo?

Stiamo assistendo – e vivendo – ad un momento di grande confusione e stallo nell’editoria italiana, specchio senz’altro anche della crisi in cui è in balìa il nostro Paese.
Per Scrittura & Scritture fare editoria in Italia oggi vuol dire stare attenti ai cambiamenti in atto, alle nuove opportunità che può offrire la nuova tecnologia digitale, come gli e-book e le App,  che se incanalate bene potrebbero portare alla conquista, seppure lentamente, di nuovi lettori, soprattutto giovanissimi, senza, però, mai dimenticare o abbandonare il libro cartaceo. Fare editoria significa non trascurare mai la qualità dei contenuti, anche quando, come nel nostro caso, ci si occupa di narrativa di intrattenimento. Insomma mai sacrificare la qualità a favore della quantità e della sola e mera commerciabilità.

Essere una donna in cosa aiuta e in cosa è un limite per la professione di editore?

Credo che aiuta forse nella maggiore attenzione ai dettagli, l’occhio femminile è, generalmente, più attento verso la cura dell’insieme; aiuta a metterci, forse, un pizzico di sensibilità in più. Per quanto riguarda il limite, secondo la nostra esperienza ci è capitato di notare che gli uomini rimangano un po’ sorpresi quando scoprono che a portare avanti una casa editrice siano giovani donne, come se l’editoria nel loro immaginario sia qualcosa di maschile… oppure spesso si corre il rischio di essere sottovalutate. Ma credo che questi ultimi siano atteggiamenti prevalentemente italiani.

Quali sono gli aspetti critici nella gestione di una piccola casa editrice?

In primis, la costante lotta con la liquidità economica e la continua mancanza di fondi: purtroppo i pagamenti sul venduto arrivano molto tardi, (se arrivano),  non si è abbastanza tutelati a recuperare i crediti in generale e i microcrediti in particolare, la cattiva gestione da parte delle librerie dell’invenduto e, spesso, la non restituzione della merce, magari questo avviene un po’ in tutti i settori ma un piccolo editore è, secondo me,  più esposto a tali rischi.
Un altro aspetto critico è la pochezza di risorse umane che un piccolo editore può permettersi. In una piccola casa editrice le cose da fare sono tante e più si cresce, più si gonfia il catalogo, più si allarga il parterre di autori ed opere  e maggiori risorse umane ci vorrebbero ma, ahimè, anche per i problemi di cui sopra, non ce li si può permettere.
Per questo per una piccola azienda è fondamentale una buona gestione del proprio tempo.

C’è un momento della tua carriera che ricordi con particolare emozione?

Il più recente è quello che stiamo vivendo in questo periodo: essere riuscite a portare all’attenzione di sceneggiatori un nostro titolo, Re di bastoni, in piedi di Francesca Battistella. Il libro è stato prima selezionato per l’Industrybook nel maggio scorso e ora è entrato negli otto romanzi candidati al progetto AdaptLab del Torino Filmalab 2012.

Ci descrivi la giornata tipo dell’editore Chantal Corrado?

Non ho una giornata tipo ma solo differenti modi di organizzare la tabella di marcia quotidiana, settimanale e mensile a seconda delle priorità o progetti o dei periodi. Di sicuro arrivo molto presto in redazione, diciamo anche prima di tutti, soprattutto quando si sta lavorando all’editing di un testo, che richiede mente lucida, massima concentrazione ed energie fresche. Poi, come dicevo, ci può essere l’incontro con l’addetta stampa per decidere quali aspetti promuovere e quali eventi organizzare, i lunghi, accesi – e non sempre “pacifici” – confronti con il grafico su una copertina, le telefonate-fiume con gli autori, (molto faticose se si tratta di esordienti), la selezione dei dattiloscritti che hanno superato il primo grado di lettura. Tutto ciò gestito sempre con la mia socia Eliana, e anche in questo caso la gestione non sempre è tutta rose e fiori.
Però c’è una cosa che caratterizza la mia giornata in casa editrice: alla fine, prima di chiudere tutto e salutarci, stilo il diario dell’indomani, faccio il punto della situazione con socia e collaboratori, depenno il “già fatto” e stilo il “da farsi”… e mi becco il quotidiano saluto: “A domani, capessa in prima” seguito dai consueti ridolini e sghignazzi! E questo mi fa concludere la giornata, anche quella più nera, con un sorriso.
Insomma siamo una piccola squadra e dobbiamo essere un po’ interscambiabili, nella mia casa editrice non ci sono ruoli netti, e abbiamo fatto nostro il motto “tutti per uno, uno per tutti”  e anche gli scontri sono sempre forieri di miglioramenti.

Quali sono i tuoi progetti per il futuro?

Eh… dal momento che siamo alle pendici del Vesuvio non posso non citare il nostro grande Eduardo De Filippo e il suo “gli esami non finiscono mai”. Il mio è uno di quei lavori in cui non si è mai arrivati ma si è costantemente lungo una strada che è sempre in salita, ed ognuna/ognuno di noi, a seconda delle sue più spiccate competenze e inclinazioni, tornerà a studiare e mettere a fuoco certi aspetti, ad esempio stiamo ideando una nuova veste grafica per una delle nostre collana, ci si sta preparando agli ebook, all’analisi della vendita dei diritti e al rapporto con i testi e i nuovi autori acquisiti. Personalmente mi aspettano molti viaggi… perciò nell’immediato futuro mi vedo con una valigia in una mano, un libro (sempre) nell’altro e gli occhi che roteano dal tabellone di una stazione a quello di un aereoporto…oh my God!! Tu che dici: sopravviverò?!

Ci sono novità in cantiere per Scrittura&Scritture?

Il cantiere della nostra casa editrice è sempre aperto. L’azienda a breve attraverserà un periodo di rinnovamento e ampliamento dettato dall’idea di alcuni progetti (pazzi e un po’ bizzarre come sempre), nuove uscite editoriali,  nuove sfide, soluzioni (almeno ci proviamo) ad alcune criticità distributive, di visibilità, investimenti economici e tecnologici (che, già lo so, daranno alla mia socia e a me tante belle notti insonni), ma da napoletana scaramantica non voglio anticipare niente, se vi va continuate a seguirci e grazie per avermi dato l’opportunità di parlare del mio piccolo grande e pazzo mondo di editore.

Se volete saperne di più su Chantal e su Scrittura & Scritture trovate tutte le info sul sito della casa editrice http://www.scritturascritture.it/

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