Guardie e ladri di Luca Pagnini. Un po’ suo e un po’ mio

Guardie-e-ladri

In questi giorni è uscita la raccolta di racconti Guardie e ladri di Luca Pagnini, edita da Edizioni La Gru (qui tutte le info per saperne di più e acquistarla).
Potrebbe sembrare una raccolta come tante e una segnalazione come altre già fatte sul blog ma in verità non lo è perché la storia di questo volume mi coinvolge personalmente.

Io Luca lo conosco. E non sto parlando di quelle amicizie generiche che nascono, crescono e muoiono sulla rete, dove ci si conosce un po’ tutti ma non si è davvero amici di nessuno. Ecco, Luca è un amico, lo è diventato nel tempo. E alle lunghe chiacchierate sulla scrittura digitando su una tastiera sono seguite quelle davanti a una birra o a cena o a una fiera. Reali insomma.
Ma sì, devo confessarlo all’inizio non era che un “gatto nero che cammina” che incrociavo di tanto in tanto tra i blog e i forum di scrittura che frequentavo. A volte era un avversario temibile, altre un prezioso consigliere. Poi è diventato Luca, perché a scontrarsi e confrontarsi può capitare di trovarsi sempre più spesso d’accordo e affascinati dalla scrittura l’uno dell’altro.

Io transitavo in quella delicata fase della mia vita rappresentata dal passaggio dalla scrittura all’editing. E i suoi scritti hanno segnato un po’ lo spartiacque in questo processo di maturazione professionale. Sì perché un giorno lui mi ha mandato i suoi racconti – messi insieme nel tempo, partecipando ai concorsi indetti da siti, forum e quant’altro – e mi ha detto: aiutami a capire se posso farne qualcosa di buono.

Editing e valutazione. Il mio primo cliente.

Capite bene quanto oggi la pubblicazione di questa raccolta possa rendermi orgogliosa, perché per me vuol dire che ci ho visto bene.
Lui di certo ci ha messo una capacità di scrittura fuori dal comune per un esordiente, storie che virano dal giallo, al thriller, al poliziesco senza essere mai banali, con toni variegati – dal drammatico al grottesco – e uno stile sempre pulito e coinvolgente. Questa è quella che è stata la mia impressione. E il volume che è appena stato pubblicato fa intendere che anche qualcun altro abbia visto le stesse potenzialità in questa raccolta.
Luca quindi la pubblicazione se la meritava e probabilmente se la sarebbe meritata anche senza di me. Ma forse in questo caso scegliere l’editor giusto ha giocato doppiamente a suo favore. Perché il caso ha voluto che i suoi racconti, editati e agghindati, accompagnati da una lettera di presentazione che portava in calce il mio nome siano finiti sulla scrivania di Francesca Zannella, editor delle Edizioni La Gru e frequentatrice di questo blog. Di certo non è stato il mio nome a fare la differenza, visto che Luca è bravo di suo, ma forse ha avuto una qualche utilità nel rendere più rapido il processo di lettura che, data la serie di fortunati eventi, è stato quasi immediato. Insomma, trascorsi i tempi tecnici ecco che il volume Guardie e ladri ha visto la luce.

La madrina è tanto tanto contenta. E l’autore? Chiediamolo a lui!

1- Ehy Luc, intanto fai il bravo e presentati ai nostri amici. Chi sei tu? Perché scrivi?

Sono un uomo che, giunto alla soglia della mitica crisi dei cinquant’anni, ha deciso di ridurne le conseguenze sfogandosi per tempo, per cui mi sono messo a scrivere e ho ricominciato a giocare a pallavolo. Non necessariamente sempre in questo ordine.

2- Perché un autore sceglie di affidarsi a un editor?

Perché, secondo me, il parere di un editor non è necessario, ma fondamentale. Io non ho molta esperienza, però la poca che ho mi ha insegnato a capire che le proprie valutazioni su un testo scritto, ma vale anche per qualsiasi altra forma di espressione artistica, spesso ingannano. Per questo, è essenziale trovare una persona fidata, con la quale poter scambiare opinioni senza avere il dubbio che: 1. quella parli solo per compiacere o, all’opposto, per invidia; 2. la sua competenza possa solo aiutare la crescita del lavoro.

Certo, non tutti gli editor vanno bene per tutti, è un po’ come trovare il giusto psicanalista, quando ce l’hai, però, te lo devi tenere ben stretto.

3- A quanti editori hai sottoposto il tuo lavoro prima di una risposta affermativa? Come li hai scelti?

Dopo aver ricevuto la spinta da Laura Platamone, penso tu la conosca, mi sono messo alla ricerca di piccoli editori, ovviamente tutti categoricamente non-EAP, che pubblicassero esordienti e raccolte di racconti. Dopo averne trovati diversi, mi sono messo a sfogliare le loro collane per farmi un’idea su quale fosse la linea editoriale di ognuno (penso infatti che sia inutile proporre dei racconti horror a chi pubblica soltanto, per dire, romanzi rosa) e quale, tra quelle, fosse adatta ai miei racconti, o meglio, per quale collana i miei racconti sarebbero potuti essere adatti. In questo modo ho stilato una lista di otto editori e, dopo un anno esatto dall’invio dei manoscritti, ho ottenuto questi risultati: tre non mi hanno risposto; uno, entusiasta all’inverosimile, si è rivelato un EAP sotto mentite spoglie; uno mi ha risposto che il lavoro non li soddisfaceva perché i racconti erano troppo pieni, come se fossero romanzi ristretti (per me questo è un complimento, ma tant’è), non conclusi per pigrizia; uno mi ha detto prima di sì e poi no; due mi hanno detto di sì, ma uno aveva il programma di pubblicazioni impegnato per almeno 8 mesi, mentre l’altro… beh, l’altro è quello che mi ha pubblicato, le Edizioni La Gru, che grazie all’entusiasmo della curatrice della collana Cortocircuito, Francesca Zannella, mi ha catturato al volo.

4- Credi che l’apporto dell’editor abbia giocato un suo ruolo nella scelta da parte della Casa editrice?

Non direttamente, cioè, tranne un caso in cui l’editor mi ha presentato lei stessa a una CE alla quale ho poi proposto la raccolta, un certo condizionamento c’è stato, ma solo attraverso le chiacchierate che mi hanno fatto capire dove e a chi, a quale genere di CE mi sarei dovuto rivolgere per essere letto con attenzione. Dirai: ma in tre non ti hanno neanche risposto! Vero, ma io mica sono un mago che potevo sapere il futuro, però mi rincuoro pensando che manco loro lo sono, visto che non sono riuscite a prevedere cosa si sono perse.

5- quando sarai ricco e famoso ti ricorderai ancora di me?

Non so, quando sarò ricco e famoso dovremo vedere a che punto sarà arrivata la demenza senile.

In caso la demenza senile arrivasse, per allora, a picchi mai visti, ecco che quest’intervista testimonierà per sempre ai posteri la nostra gattosa collaborazione!

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Una risposta a “Guardie e ladri di Luca Pagnini. Un po’ suo e un po’ mio

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