Panta rei

Eh sì tutto scorre, il tempo soprattutto. E si trasforma in altro. O forse trasforma noi. Di certo, le cose cambiate nella mia vita negli ultimi mesi sono tantissime, e tutte quel tempo l’hanno assorbito. Non rubato, ma inglobato in affari che mi hanno tenuta lontana da questo blog. Così lontana che pure le pagine virtuali che erano la mia casa sono cambiate. Non nella forma che è la solita da un po’, ma nel dominio che era scaduto e, non rinnovato, è stato acchiappato da una signorina orientale che ora ammicca dalle mie pagine raccontando di assicurazioni e vita sicura.

Quando me ne sono accorta per un po’ di tempo ho pensato vabbe’ che me ne frega tanto ormai il blog riuscivo a gestirlo a mala pena. Mollo tutto e chi s’è visto s’è visto.

I presupposti ci sono tutti.

Da metà dicembre lavoro come le persone normali (o forse sarebbe meglio dire banali?). Otto ore al giorno in una redazione vera. Va da sé che il tempo per dedicarmi a quella che prima era la mia attività principale – editoria e annessi e connessi – si è ridotto all’osso. Davvero ho pensato che fosse il momento di smetterla, di abbandonare questo mondo che per anni mi ha impegnata come un lavoro, ripagandomi solo con la magra soddisfazione che deriva dal riconoscimento (puramente intellettuale) di una competenza. In fondo sentirsi dire che si è bravi a fare qualcosa può far piacere ma di certo non serve a tirar avanti. Non basta perlomeno. E allora quando ho visto l’adorabile geisha affacciarsi dalla home di quella che prima era la mia vetrina, sono stata tentata davvero di cederle casa mia, con tanto di tares, imu, ici e tutto il resto. E però non l’ho fatto. Ho preso tutto quello che stava su quel sito e l’ho spostato altrove, qui dove state leggendo adesso e credo continuerete a farlo per tanto tempo. Sì, perché pur nell’incostanza, nell’assenza di tempo, nel continuo correre dietro le cose, le scadenze e i piani attività che non riesco mai a rispettare, qualcosa da dire ce l’ho ancora. Quindi perché privarmi dello spazio per farlo?
A qualcosa però devo rinunciare per far quadrare i conti e quindi approfitto di questo post per dire quale sarà la mia strategia per sopravvivere al rischio di rimanere invischiata nel peso di impegni presi e che non riuscirei mai a portare a termine.  A breve aggiusterò il tiro della sezione “servizi editoriali” ma intanto posso dirvi che da oggi non rilascerò più valutazioni e sarò molto selettiva sugli editing. Continuerò le collaborazioni per quanto riguarda grafica e impaginazione e aprirò le porte alla realizzazione degli ebook. Ma non ho proprio il tempo per dedicarmi a lavori che per la loro natura richiedono un impegno di tempo e risorse spesso inquantificabile a priori. Questo non significa che abbandonerò del tutto l’attività di editor visto che il marchio Nero Press, di cui sono direttore editoriale, è vivo e vegeto e continuerà a beneficiare dei miei servigi.

E poi ogni tanto, quando ne avrò voglia e quando arriverà qualche idea o qualcosa da dire, mi affaccerò tra queste pagine e vi racconterò quello che mi frulla per la testa. Per il momento è tutto.

A presto

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