“La scrittura non si insegna” di Vanni Santoni, ovvero “della dieta dello scrittore”

Io Vanni Santoni non lo conosco, ne ho sentito parlare per la prima volta, tre o quattro anni fa, come di una sorta di guru letterato illuminato. A tesserne le lodi era un autore di mia conoscenza, che aveva partecipato a un incontro tenuto da Santoni e ne era uscito adorante e, credo, anche un po’ bagnato. Tra l’altro ne parlava come se fosse impossibile che qualcuno non lo conoscesse e io mi sono ben guardata dal sottolineare la mia ignoranza in merito. D’altra parte, questa mia mancanza mi è apparsa come un peccatuccio del tutto veniale. Non conosco Santoni come non conosco un sacco di altra gente. Il mondo è grande, siamo tanti e bla bla bla. E però nelle ultime settimane il nome di questo scrittore mi è tornato spesso davanti agli occhi perché notizie sul suo nuovo volume – o pamphlet come viene più volte definito – mi sono giunte da più fronti: recensioni di qua, inserzioni di là, articoli su articoli riguardo a questa guida rivoluzionaria che serve a chi scrive, ma non è un manuale di scrittura, perché, come dice il titolo stesso, “La scrittura non si insegna”.
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Valutare – Fase 2 – Guardare ma non toccare

Nella prima parte di questo lungo articolo a puntate (che non so ancora di quante parti sarà composto) vi ho rivelato un’immonda verità: non tutte le opere che giungono in casa editrice vengono lette per intero. Spesso bastano poche pagine per capire che no, non vale la pena di pubblicarle, e nemmeno di leggerne più di quello che basta a procurarti la nausea.
Fatta questa breve premessa, mi auguro che adesso non arrivino orde di indignati a sollevare le loro rimostranze, perché «epperò, magari, l’idea è buona…». Vi svelo un segreto da editori: di un’idea buona, scritta col culo, ce ne facciamo davvero poco. Soprattutto tenendo conto che tra le decine di romanzi che arrivano durante le 48h di apertura della BW qualcuno è anche scritto bene e magari uno o due sono davvero belli! Dati questi presupposti, quale essere sano di mente persevererebbe nella integrale e incondizionata lettura di tutti – e dico TUTTI – i manoscritti arrivati? No, no, no. Ve lo dico io come si fa, a casa Nero Press e – sono pronta a scommetterci la mia mano destra – anche nelle redazioni di moltissimi altri validi e valenti editori: Continua a leggere

Valutare – Fase 1 – Organizzare il lavoro

Di cosa si sta occupando Laura in questi giorni? Se pensate che Agosto è vicino e quindi stia allegramente bighellonando in attesa delle vacanze vi sbagliate di grosso. Fervono preparativi, cambiamenti novità e non credo che in quest’estate starò ferma per più di qualche giorno.

Ma quindi, cos’è che si fa oggi?
Oggi si valuta per la Black Window (BW) che è il nuovo sistema di selezione che adottiamo da un paio d’anni in Nero Press Edizioni. Continua a leggere

I Ritornanti

Dicono che i blog sono morti. Il mio in effetti era fermo da più di cinque anni.

Dicono che Youtube è una cosa per pivelli. L’età media degli user, infatti, è ben al di sotto della mia e, forse, anche di quella di mio figlio.

Ma a me non piace stare a sentire quello che dicono gli altri quindi, alla mia veneranda età, dopo un lungo pensare, ecco che riapro il mio blog e lo userò, sì, per continuare a parlare con voi di libri ed editoria, ma anche per condividere i contenuti del mio canale youtube. Continua a leggere

La buona notizia

La buona notizia è che ricomincio a fare l’editor. Anzi, ho già ricominciato. La mia fiducia nell’editoria non è certo cresciuta ma esserne stata ai margini per un po’ mi ha consentito di ricalibrare l’ottica e di vedere le cose con più obiettività: è un mondo di cui non so fare a meno, però non è una droga. Posso decidere io come, dove, quando e quanto. Continua a leggere

I piccoli editori e i “veri fan”

Eccomi di nuovo qui, in un periodo della mia vita in cui dell’editoria farei un bel falò. E parlo dell’editoria tutta – libri, riviste, cartacei, digitali – perché tanto è un universo così marcio che se la gioca ben bene col nostro parlamento. E però io quello che faccio l’ho fatto sempre con la massima serietà, continuando a mantenerla anche di fronte a persone che invece non sanno neanche dove sia di casa. Per fortuna ho una rigidità mentale tale che, lungi dall’essere un limite mi permette una lucidità analitica delle situazioni fuori dal normale. Questa dote unita all’aver imparato che le cose vanno affrontate senza mezzi termini mi consente oggi di dire sempre come stanno le cose e quello che penso e andare a dormire serena. Continua a leggere

Libri VS riviste ovvero dove va la cultura?

Da 5 anni e più lavoro a contatto con i libri. Qualche idea me la son fatta e ho detto la mia in più di una occasione. Tra le mille difficoltà di questo universo (quello della piccola editoria indipendente soprattutto) non si può negare il suo ruolo, lento e continuo, nell’evoluzione dei modelli culturali e di linguaggio. Un ruolo che si evidenzia in tutte quelle piccole modificazioni nell’uso di punteggiatura, grammatica, particelle varie, pronomi che per chi fa narrativa sono ormai annoverate nella lingua corrente. Mentre ancora non vengono recepite dalla scuola italiana e non solo. Continua a leggere

Panta rei

Eh sì tutto scorre, il tempo soprattutto. E si trasforma in altro. O forse trasforma noi. Di certo, le cose cambiate nella mia vita negli ultimi mesi sono tantissime, e tutte quel tempo l’hanno assorbito. Non rubato, ma inglobato in affari che mi hanno tenuta lontana da questo blog. Così lontana che pure le pagine virtuali che erano la mia casa sono cambiate. Non nella forma che è la solita da un po’, ma nel dominio che era scaduto e, non rinnovato, è stato acchiappato da una signorina orientale che ora ammicca dalle mie pagine raccontando di assicurazioni e vita sicura. Continua a leggere