Romanzi sgraziati e come salvarli

Alzi la mano chi pensa che l’editing possa essere la panacea a tutti i mali di un testo. Lo credete davvero? Per quanto mi riguarda – e dell’argomento credo di saperne un po’ – la risposta è NO, NO e ancora NO.
Non basta un editing a fare di un testo traballante un romanzo compiuto e non esistono editor che possano fare miracoli contro la scarsa capacità di un autore. Eppure la moda del momento pare sia dare la colpa all’editor se il mio romanzo, nonostante io ci abbia investito tempo e soldi, non viene considerato dagli editori. Ecco, qui una cosa va detta: come in ogni settore, anche nell’editoria esistono professionisti onesti e altri meno. Esistono sedicenti editor per cui intascare il lauto compenso è l’unico obiettivo, così come il vostro è quello di approdare sugli scaffali di ogni Libreria Feltrinelli della città. Poi ci sono gli Editor, quelli con la E maiuscola che certo hanno il loro interesse nel guadagno, ma non è quello principale, perché a fare da sfondo a tutto c’è l’onestà intellettuale. Quella che ogni serio lavoratore dovrebbe avere. Roba rara, invece! Ovvio che esistono dei modi per smascherare gli impostori o almeno subodorarne i loschi intenti, ma non è questo il post in cui ne parlerò. Perché oggi ho altro da dirvi.

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Della struttura e della coerenza

Rieccomi. A questo punto avrete capito che la costanza non è il mio forte, ma quest’anno ci ha anche messo il suo carico. L’ultima volta che ci siamo sentiti era settembre, la pandemia sembrava sul punto di scemare (e invece gli scemi siamo stati noi a fare bagordi per tutta l’estate) e le scuole non erano ancora iniziate. Ma non siamo qui per parlare dei drammi della società. Siamo qui per parlare di scrittura. E oggi voglio parlarvi dei manoscritti che ho valutato negli ultimi mesi e che, pur se diversi nelle trame e nello stile, mi hanno dato parecchio da riflettere. Questo perché, tolte appunto le singolarità peculiari di ognuno di essi – personaggi, ambientazione, trama, intreccio – i problemi del testo, problemi tecnici e stilisti per intenderci, erano esattamente gli stessi. Questa cosa mi ha dato molto da pensare perché si tratta non di uno o due testi, ma ben quattro. Quattro romanzi le cui valutazioni, nella parte in cui parlano di stile e tecnica, erano quasi del tutto sovrapponibili. Mi viene da pensare che, se la statistica non è un’opinione, questi problemi, di cui ora andrò a parlarvi, potrebbero essere parecchio diffusi. E magari si annidano anche nei vostri romanzi e voi non ve ne rendete conto perché “ogni scarrafone è bello a mamma soja”.

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40 anni

Sono sparita per un po’, è vero. Mi ero ripromessa costanza e dedizione applicate a questa nuova immersione nel mio piccolo mondo editoriale e invece sono la solita casinista di sempre. Faccio, disfo, dico, nego e nel frattempo il tempo passa. Passa così in fretta che nei giorni scorsi, il 18 settembre per la precisione, ho compiuto 40 anni.

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Accade a Settembre

Chi mi conosce lo sa che settembre è il mio mese. L’afa di agosto lascia spazio a temperature più umane, si respira, si pianificano nuovi progetti e attività. E poi è il mese in cui sono nata, ma di questo parleremo più in là quando sarà il momento di scambiarci i doni 😉

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Della scrittura ovvero del plasmare e dello scolpire

In questi giorni mi sto occupando dell’editing di uno dei prossimi romanzi in uscita per Nero Press. Si tratta di un manoscritto giovanile di un autore che ormai vanta qualche pubblicazione alle spalle. Ecco, in quest’ultima frase ci sono un paio di elementi su cui vale la pena soffermarci.
I manoscritti giovanili, che magari restano nel cassetto per cinque, sei, dieci anni, quando li riprendi in mano sono pieni di “polvere”. E con polvere non intendo qualcosa che ci soffi su e via, risplendono come prima. Lo vedremo presto cosa bisogna fare con questi testi. Intanto ringraziamo il cielo che, nel frattempo, l’autore abbia fatto la sua esperienza e sia ben consapevole che il restyling necessario per un manoscritto di quel tipo non sia solo un po’ di fard e una spruzzata di virgole. Servono lime, forbici e forse anche un’accetta. Continua a leggere

“La scrittura non si insegna” di Vanni Santoni, ovvero “della dieta dello scrittore”

Io Vanni Santoni non lo conosco, ne ho sentito parlare per la prima volta, tre o quattro anni fa, come di una sorta di guru letterato illuminato. A tesserne le lodi era un autore di mia conoscenza, che aveva partecipato a un incontro tenuto da Santoni e ne era uscito adorante e, credo, anche un po’ bagnato. Tra l’altro ne parlava come se fosse impossibile che qualcuno non lo conoscesse e io mi sono ben guardata dal sottolineare la mia ignoranza in merito. D’altra parte, questa mia mancanza mi è apparsa come un peccatuccio del tutto veniale. Non conosco Santoni come non conosco un sacco di altra gente. Il mondo è grande, siamo tanti e bla bla bla. E però nelle ultime settimane il nome di questo scrittore mi è tornato spesso davanti agli occhi perché notizie sul suo nuovo volume – o pamphlet come viene più volte definito – mi sono giunte da più fronti: recensioni di qua, inserzioni di là, articoli su articoli riguardo a questa guida rivoluzionaria che serve a chi scrive, ma non è un manuale di scrittura, perché, come dice il titolo stesso, “La scrittura non si insegna”.
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Valutare – Fase 2 – Guardare ma non toccare

Nella prima parte di questo lungo articolo a puntate (che non so ancora di quante parti sarà composto) vi ho rivelato un’immonda verità: non tutte le opere che giungono in casa editrice vengono lette per intero. Spesso bastano poche pagine per capire che no, non vale la pena di pubblicarle, e nemmeno di leggerne più di quello che basta a procurarti la nausea.
Fatta questa breve premessa, mi auguro che adesso non arrivino orde di indignati a sollevare le loro rimostranze, perché «epperò, magari, l’idea è buona…». Vi svelo un segreto da editori: di un’idea buona, scritta col culo, ce ne facciamo davvero poco. Soprattutto tenendo conto che tra le decine di romanzi che arrivano durante le 48h di apertura della BW qualcuno è anche scritto bene e magari uno o due sono davvero belli! Dati questi presupposti, quale essere sano di mente persevererebbe nella integrale e incondizionata lettura di tutti – e dico TUTTI – i manoscritti arrivati? No, no, no. Ve lo dico io come si fa, a casa Nero Press e – sono pronta a scommetterci la mia mano destra – anche nelle redazioni di moltissimi altri validi e valenti editori: Continua a leggere

Valutare – Fase 1 – Organizzare il lavoro

Di cosa si sta occupando Laura in questi giorni? Se pensate che Agosto è vicino e quindi stia allegramente bighellonando in attesa delle vacanze vi sbagliate di grosso. Fervono preparativi, cambiamenti novità e non credo che in quest’estate starò ferma per più di qualche giorno.

Ma quindi, cos’è che si fa oggi?
Oggi si valuta per la Black Window (BW) che è il nuovo sistema di selezione che adottiamo da un paio d’anni in Nero Press Edizioni. Continua a leggere

I Ritornanti

Dicono che i blog sono morti. Il mio in effetti era fermo da più di cinque anni.

Dicono che Youtube è una cosa per pivelli. L’età media degli user, infatti, è ben al di sotto della mia e, forse, anche di quella di mio figlio.

Ma a me non piace stare a sentire quello che dicono gli altri quindi, alla mia veneranda età, dopo un lungo pensare, ecco che riapro il mio blog e lo userò, sì, per continuare a parlare con voi di libri ed editoria, ma anche per condividere i contenuti del mio canale youtube. Continua a leggere